Democratici e felici

Nel libro La felicità della democrazia Ezio Mauro e Gustavo Zagrebelsky dialogano partendo dall’intento di tener conto insieme dell’essere e del dover essere della democrazia. Oggi la fiducia nelle istituzioni è ai minimi storici ed il sentimento di unità nazionale si fa sempre più precario; per questo ci si  interroga sullo stato di salute della forma di governo che abbiamo cercato, conquistato e mantenuto con fatica lungo il corso dei secoli. Certamente il discredito delle ideologie, il crollo dei grandi partiti e l’individualismo sfrenato hanno contribuito al processo di svuotamento democratico e anche l’Europa Unita non è riuscita a produrre un governo e una politica estera europea condivisa, acuendo gli squilibri all’interno dei governi.

Ma dialogare è difficile perché occorre ammettere a priori la possibilità di uscire diversi. Così, se da ogni parte si invoca il dialogo come toccasana per ogni difficile convivenza, spesso esso non è altro che mera giustapposizione di discorsi che non si incontrano o sopraffazione di parole. In ogni caso un risultato positivo lo raggiunge: ingenera il dubbio che è il tratto distintivo più autentico del pensiero umano.Nella democrazia è possibile cercare anche la felicità, intesa non come esclusivo soddisfacimento di pulsioni individuali, ma come pratica della virtù e la virtù democratica si esercita sì nella libera realizzazione di se stessi, ma rispettando i diritti degli altri, per costruire una società politica, istituzionale, di cittadini. La democrazia può deludere quando non produce buona politica e buon governo, ma al suo attivo vanno ascritti la libertà, i diritti e i principi di uguaglianza ed è per questo che essa chiede che atti e fatti dipendano da noi coscientemente, responsabilmente e attivamente. E’ difficile, ma le difficoltà, per tutti noi, devono essere assunte non come intralci, ma come sfide.Segnalazione dal numero 9/2011 di Segn@libro

Democratici e felici
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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