Disuguaglianza senza confini

Disuguaglianza senza confini è il titolo di un piccolo libro di Ulrich Beck, sociologo dell’Università di Monaco di Baviera (U. Beck, Disuguaglianza senza confini, Laterza, pp. 57 euro 9). La sua tesi è che la nozione o – meglio – la percezione sociale della disuguaglianza abbia subito un’evoluzione lungo la storia e che oggi sia necessario procedere ad un ulteriore cambiamento di prospettiva.

L’illuminismo ha senza dubbio contribuito a far emergere la dimensione sociale della disuguaglianza così che essa non venisse più tollerata come un’ineluttabile fatto naturale. Per  superarla, si è delegato allo Stato nazionale il compito di limitare i danni sociali e culturali delle disuguaglianze prodotte dal capitalismo. A fronte di svariati tentativi di ridistribuzione delle oppportunità all’interno del sistema nazionale, si è però continuato a tollerare che milioni (miliardi ormai) di persone vivano in estrema povertà, soprattutto nel sud del mondo. In pratica – sostiene l’autore – le disuguaglianze tra paesi, regioni e Stati sono state considerate sin qui politicamente incommensurabili. Oggi tuttavia il quadro nazionale all’interno del quale analizzare e gestire le diseguaglianze, a causa dello sviluppo del cyberspazio, della mobilità dei capitali, e soprattutto dei mutamenti climatici planetari, è saltato. Quelli che Beck chiama i “transnazionalizzatori attivi”, le persone cioè che possono permettersi di dislocarsi (fisicamente o virtualmente) nel villaggio globale riescono a volgere questo mutamento a loro favore. Ma ci sono anche quelli che lo subiscono e si chiudono sempre di più nei confini nazionali e rivendicano ancora di più la difesa da parte del proprio Stato nazionale contro il pericolo degli “altri”, degli stranieri.Il libro di Beck è istruttivo perchè, da un lato, sollecita a ripensare quelle disuguaglianze sociali che troppo sbrigativamente siamo portati ancora a considerare ineluttabilmente naturali e, dall’altro, a ragionare di questi temi in termini non più grettamente nazionali (o, ancor peggio, regionali) ma a livello planetario. Da questo nuovo approccio più realistico potranno emergere soluzioni più efficaci contro la diseguaglianza, e forse anche un mondo più giusto.

Disuguaglianza senza confini
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR