Diversamente amici

Bianco e nero, aristocratico e extracomunitario, quartieri alti e banlieu, malato e sano, grande cultura e scarsa istruzione…
Nel politically correct si chiamerebbe “Diversamente amici” e sarebbe stato tristissimo e tragico.
Ma “Quasi amici” è un film serio.
Per me una piccola perla che sprigiona vita, mostrando due emarginazioni: quella dovuta alla malattia e quella dovuta all’immigrazione.
La pellicola racconta la gioia che nasce da una relazione serena.
In sala si ride tanto e, quando esci dal cinema, sei allegro.
La fecondità di un lavoro tra assistito e assistente che va oltre un mero contratto e guarda alle persone e coltiva un legame.
Dovrebbe essere scontato, ma non lo è. Il lavoro di cura, pone al centro la persona ed i rapporti tra le persone innanzitutto. La prossimità è la sua risorsa primaria. Invece spesso diventa sfruttamento, stress, lotta tra due fragilità.
Quasi amici mostra un modo diverso di vedere la vita.
Ps. La storia del film è tratta davita concreta di due persone un marocchino e un aristocratico francese
 
 
 

Diversamente amici
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR