Diversamente interventisti (Repubblica)

“Pacifisti senza se e qualche ma…” è il titolo di un lungo servizio del quotidiano Repubblica dedicato alla guerra in Libia e al diverso posizionamento della ‘galassia’ pacifista, non solo italiana, rispetto all’intervento militare. La posizione delle Acli – “il comando delle operazioni deve passare all’Onu” – è presa a modello di “una scelta senza se e con alcuni ma“, cui si richiamano diverse associazioni umanitarie anche straniere (“Diversamente interventisti“). Un pacifismo “realista”, scrive il giornale, “che prevede l’intervento umanitario per fermare ulteriori massacri di civili e liberare il popolo libico dal Nerone di Tripoli. La condizione per tutti è il mandato dell’Onu che ha coniato appositamente un nuovo principio, inaugurato con questa guerra: la responsabilità di proteggere i civili”.

Su questo tema il presidente delle Acli, Andrea Olivero, è stato intervistato dal quotidiano Il Riformista. “L’intervento è tardivo e male organizzato – spiega Olivero – e se è vero che era impossibile rimanere fermi, di fronte alle stragi di civili, oggi sono ancora di più le vite umane a rischio e la coalizzione dei volenterosi è poco organizzata e condotta da dilettanti”.”Siamo dei cristiani pragmatici – continua il presidente delle Acli – riconosciamo il diritto delle armi a sostenere le ragioni e la vita dei più deboli, ma da un lato si è arrivati tardi a prendere tale decisione, dall’altro la ‘no fly zone’ è inutile se non si costruisce una coalizione di stati coesa e sotto l’egida dell’Onu. Non si può lasciare la guida delle operazioni solo a certi Paesi, magari più spregiudicati come la Francia, nè è il Far West dove vince chi spara per primo”.(leggi gli articoli: Repubblica e Riformista)

Diversamente interventisti (Repubblica)
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR