Doim: Lo sportello antiviolenza

“Basta, non ne posso più”. È questa la frase che spinge molte donne allo sportello antiviolenza, antistalking e antimobbing promosso dalle Acli di Benevento insieme all’associazione Simposio immigrati Acli. Gli utenti sono quasi sempre donne, ma anche gli uomini possono essere le vittime di gelosia ossessiva, violenza e soprusi. I canali per intercettare gli utenti sono molti dalla brochure del Patronato scritta in cinque lingue, alla banca dati offerte e ricerca lavoro delle Acli, ai corsi di italiano di Simposio, ma anche il lavoro dei mediatori culturali nelle comunità o in ospedale, e le iniziative per le colf che le Acli promuovono. Lo sportello si chiama “Doim-Dalla parte delle donne” e ha aperto il 14 maggio. Da allora, il martedì e il mercoledì, il telefono squilla in continuo, molte persone vogliono parlare, ma poche riescono a chiamare le psicologhe. La paura è tanta. La vergogna le blocca. In alcuni casi l’incontro fissato resta solo un appunto sull’agenda degli operatori, senza mai realizzarsi. “Ho avuto cinque o sei colloqui – ricorda la Campiti – il percorso per arrivare da noi è lungo, richiede i suoi tempi. Prima di tutto le persone hanno bisogno di vedersi accolte in un contesto non giudicante, poi se vogliono, possono accedere a una consulenza legale, l’ultimo passo è la denuncia. Arrivare qui è un primo passo di consapevolezza e riflessione. È un modo per riconoscere i vissuti”. Vissuti che spesso sono negati anche dalla cerchia di parenti e amici che tendono a minimizzare, a dire alla vittima ‘Ma lascia perdere, non è nulla, poi passa, chi te lo fa fare’.   “Le persone che arrivano a denunciare sono pochissime – precisa Filiberto Parente, presidente delle Acli Benevento – e di queste molte ritrattano. Il nostro compito, insieme ai mediatori culturali, agli operatori sanitari, alle altre associazioni, è quello di convincere le vittime a rivolgersi al nostro sportello”. Finanziato dal Cesvot, nell’ambito della microprogettazione, Doim nasce da un problema reale: l’aumento della violenza sulle donne. Secondo una ricerca della Casa delle donne di Bologna, 124 donne sono state uccise nel 2012. 18 in Campania. 32 in tutto il Sud. Il colpevole si trova quasi sempre in famiglia: in 56 casi a compiere il reato è stato il partner, in 24 l’ex, in 19 un parente. Nei casi restanti i colpevoli erano sconosciuti. In 78 casi, i delitti sono avvenuti in casa. Per Filiberto Parente “Serve maggiore prevenzione, ma anche maggiore cura delle coppie e dei matrimoni. Le persone fanno un corso prematrimoniale ma avrebbero bisogno di essere seguite anche dopo, di non essere lasciate sole. Ci sarebbe bisogno di ‘manutenzione ordinaria’ della famiglia. Ci sono casi di gelosia estrema, di persone che lasciano la moglie per la colf e la badante, o di coppie miste dove le donne devono confrontarsi con un’altra cultura. Su una situazione difficile e un tessuto sociale che è cambiato in pochi anni si è inserita la crisi economica che ha peggiorato le cose”. Primo obiettivo di Doim è “di essere vicini alle vittime di violenza, accoglierle e svolgere quel ruolo di prossimità sociale tipico delle Acli”. A questo se ne aggiungono altri: far conoscere lo sportello nelle comunità attraverso i mediatori culturali, creare una rete di sportelli sul territorio insieme ad altre associazioni, monitorare il fenomeno, formare la cittadinanza e creare consapevolezza nelle persone. A partire dai termini utilizzati.   “Stalking – spiega l’avvocato Sabrina Ricciardi, anche lei operatrice dello sportello – sono gli atti persecutori nella vita privata. C’è una legge che definisce il reato, la 612bis. Per il mobbing, fenomeno che utilizza per isolare una persona in ambito lavorativo, invece non c’è ancora una legge, ci sono solo sette parametri stabiliti da uno psicologo, Ege. È molto difficile da riconoscere”. La violenza è quella più facile da individuare: aggressioni fisiche e verbali, costrizioni, molestie e ricatti. Il risultato è lo stesso: “Le vittime – racconta la psicologa Campiti – hanno un forte senso di colpa per quello che è successo, si sentono responsabili, sono molto insicure perché le violenze, fisiche o psicologiche, hanno minato la loro autostima. Soprattutto sono persone spesso sole, non riescono a parlare con la loro famiglia o non sono sostenute”. Unico neo del progetto è la durata. “L’iniziativa – spiega Francesca Intorcia – sarà finanziata per soli tre mesi. Dopo dovremo trovare un’altra soluzione o basata sul volontariato o facendo protocolli di intesa con altre associazioni come la Croce rossa”. Peccato, perché quando Doim chiuderà le porte le donne ne avranno ancora bisogno. In ogni modo, lo sportello si trova in via Francesco Flora 31 a Benevento ed è aperto il martedì dalle 15.30 alle 18.00 e il mercoledì dalle 10.00 alle 12.00. Il telefono è 0824314653.

Doim: Lo sportello antiviolenza
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR