Formazione: “È successo all’Enaip”

12 storie di piccoli (grandi) successi della formazione professionale in Piemonte.

Per alcuni è stata una scelta precisa, per altri all’inizio solo un ripiego. C’è chi ha trovato finalmente il terreno buono dove coltivare una passione chiara da sempre; e chi invece ha scoperto qualcosa di sé che non aveva mai valorizzato.

Anche per questo la formazione professionale non è una scuola di ‘serie B’. Soprattutto in un tempo in cui tanti laureati italiani per dare un senso a scelte e investimenti personali e familiari devono emigrare per trovare un lavoro che c’azzecchi qualcosa con i propri studi.

L’Enaip del Piemonte ha scelto di raccontare il bello e il buono della formazione professionale con “È successo all’Enaip”, un progetto finanziato dai fondi del 5×1000 delle Acli di Novara.

Dodici storie di successi per offrire “un piccolo spaccato di Italia che lavora, che vale. L’Italia della barista e del tornitore, della parrucchiera e dell’operatore socio sanitario, dell’aiuto cuoco e dell’elettricista, dell’operaio e dell’imprenditore”, come spiega la presentazione sul sito web dell’iniziativa.

“Il lavoro si trova – dice Ilaria Miglio, che ha curato il progetto – E ci sono cervelli che non scappano. Vanno all’estero, prendono appunti e tornano con la voglia di cambiare le cose, nel loro paese”. Come è successo a Chiara che dopo l’esperienza con l’Enaip ha aperto un circolo di aggregazione giovanile: “Mi sono sempre occupata di animazione e sono partita per la Finlandia perché lì ci sono i modelli di riferimento più significativi. Quando sono tornata in Italia, l’idea di aprire uno spazio pubblico era sempre più presente così mi sono iscritta ad un corso serale di ‘tecniche di sala bar’, a Oleggio. Il corso, grazie a molte ore di pratica, mi ha permesso di raggiungere un buon livello di preparazione e di autonomia”.

“Raccontando queste storie – spiega ancora Ilaria – abbiamo voluto dimostrare che la formazione professionale può aiutare le persone a trovare lavoro, a costruirsi un futuro, a realizzare un sogno professionale. Avremmo potuto dirlo noi, come Enaip, ma abbiamo scelto di farlo dire a chi ha vissuto sulla propria pelle la disoccupazione, la difficoltà di rientrare nel mondo del lavoro, la discriminazione ma anche la voglia di non mollare, di darsi un’opportunità, di investire su stessi, di acquisire nuove competenze per raggiungere un traguardo, per recuperare dignità e ruolo, sociale e professionale”

Come Riccardo, meccanico auto di 19 anni che dopo un insuccesso scolastico, si è iscritto a un corso biennale: “Fare il meccanico è un lavoro che mi dà serenità. Mi piace avere tra le mani un’auto che non funziona, capire il guasto, ripararlo e sentirla nuovamente rombare. E mi piace vedere la faccia soddisfatta dei clienti”.

Tra le storie di successo, non solo quelle di giovani che hanno imparato un mestiere e trovato un posto di lavoro.
Michele, grafico e imprenditore, è un ex allievo dell’Enaip di Novara: “La formazione è stata base e garanzia del nostro progetto imprenditoriale e tutt’ora la nostra professione ci impone di aggiornarci costantemente. Non solo, crediamo nella formazione a tal punto che ogni anno ospitiamo stagisti che provengono da Enaip e che vengono a misurarsi con il mondo del lavoro. Per loro è un modo di acquisire nuove competenze, per noi la possibilità di scoprire nuovi talenti”.

Oppure c’è chi poi è tornato sui banchi per rilanciare un’attività in crisi. Tiziano, artigiano: “È proprio nei momenti di crisi che o si chiude o si investe”. E ha scelto la seconda strada. Dopo più di 23 anni di attività Tiziano si è iscritto ad un corso di formazione professionale per conduttore di impianti termici per conseguire un ‘patentino’ fondamentale. “Tornare sui banchi di scuola – ha ammesso – è stato difficile e farlo dopo una giornata di lavoro lo è stato ancora di più”.

Non mancano anche le storie di buona integrazione. Mohamed, elettricista, arrivato in Italia dal Marocco a 13 anni e iscritto a un corso gratuito a 17. Dice che c’è ovviamente qualche cliente diffidente; ma la risposta sul campo è stata un contratto di lavoro a tempo indeterminato, come operaio specializzato: “Ho abbassato la testa lavorando senza tregua, ho imparato tutto quello che potevo, ho avuto la fortuna di trovare una persona che ha creduto in me e mi ha passato tutta la sua esperienza”.

“Quando ho visto il lavoro finito – dice Sergio Pugliano, direttore generale di Enaip Piemonte –  mi sono reso conto che facciamo davvero delle cose belle con i ragazzi e con le aziende; ma spesso non siamo in grado di raccontarle. Forse abbiamo ancora un complesso di sudditanza psicologica nei confronti della scuola, quella ‘vera’. Ora puntiamo a far diventare questo progetto un modello di riferimento per la comunicazione delle nostre attività”.

Ed è successo tutto all’Enaip Piemonte.

Leggi e guarda tutte le storie: www.successoallenaip.it

Formazione: “È successo all’Enaip”
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Fonte UNHCR
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