Emersione: una sconfitta o una sfida?

Ancora 7 giorni e poi non sarà più possibile per i datori di lavoro regolarizzare i propri dipendenti che oltre ad essere in nero sono anche immigrati e privi di permesso di soggiorno.
Le istanze di regolarizzazione presentate al 7 ottobre 2012, ci dice il ministero dell’Interno, sono 64.956 di cui 56.999 per lavoratori domestici e 7.749 per lavoratori subordinati in altri settori dell’economia italiana. I numeri parlano chiaro, questa emersione non ha riscontrato l’interesse che ci sia aspettava.
Le città con il maggior numero di domande al momento si confermano essere Milano, Roma e Napoli.
Questa manovra voluta dal governo per dare la possibilità ai datori di lavoro di chiarire posizioni lavorative dubbie non ha riscontrato l’entusiasmo che si sperava. I punti deboli del decreto erano evidenti fin dall’inizio ma questo non ha impedito l’avanzamento dei lavori e l’approvazione.
Per un datore di lavoro pagare 1.000 € di ammenda e 6 mesi minimo di contributi arretrati – in periodi di crisi, in cui già pagare regolarmente i dipendenti è uno sforzo enorme – si è rivelato essere il motivo principale di non adesione alla emersione.
Doveroso è specificare che chi si è rivelato sensibile a questa possibilità di regolarizzazione sono state le famiglie. Infatti la maggior parte delle domande, come evidenziano i dati, sono proprio fatte per lavoratori che operano nel sociale, specificatamente nell’assistenza famigliare.
Altro punto importante è ricordare ai datori di lavoro che usufruiranno di questa possibilità, che durante il periodo transitorio della pratica in corso non andranno incontro alle sanzioni previste dal decreto legislativo 109/2012.
È ancora presto per tirare le somme o azzardare ipotesi. Fermo resta che l’ipotesi di una proroga dei tempi di presentazione delle domande è assolutamente esclusa. Ecco la dichiarazione del ministro Riccardi rilasciata al Forum della cooperazione internazionale di Milano: “Abbiamo dato agli italiani questa finestra di un mese. Abbiamo fatto una campagna di informazione. È un’opportunità: se vogliono utilizzarla, possono farlo per altri 15 giorni”.
Aspettando di capire come si evolveranno i dati in questi giorni è importante capire cosa significa un’emersione. Sono due gli aspetti coinvolti: il primo è quello relativo all’uscita dalla clandestinità di uomini e donne lavoratori che sono presenti sul territorio italiano. Il secondo è legato a diritti e doveri che le parti coinvolte, istituzioni e singoli esseri umani, hanno verso sé stessi  e la società in cui vivono.
In Italia, la crisi economica lascia tracce sempre più evidenti e coinvolge una fetta sempre più una larga della popolazione. È quindi necessario tutelarsi e tutelare chi si trova a lavorare o a dare lavoro.

Emersione: una sconfitta o una sfida?
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR