Emilio Colombo, uno statista formatosi nelle Acli

Con lui scompare l’ultimo esponente di una classe politica di ispirazione cristiana che è stata fra gli artefici principali della democrazia italiana

di Gianni BottalicoPresidente nazionale delle AcliLa figura di Emilio Colombo ha accompagnato le vicende della politica italiana nel corso dei quasi settant’anni di storia repubblicana, nella quale ha svolto delicati incarichi pubblici, presiedendo il Governo in una delicata fase fra il 1970 ed il 1972.
Soprattutto, Colombo è stato uno degli artefici della politica estera italiana, incarnando con signorilità e competenza una linea politica saldamente inserita nel contesto delle alleanze occidentali del nostro Paese, ma aperta all’interlocuzione con il blocco comunista e con i Paesi del Su del mondo, come vuole la nostra collocazione mediterranea.
Con lui scompare non solo l’ultimo componente ancora in vita dell’Assemblea Costituente – che nella sua ultima intervista aveva raccomandato prudenza ed attenzione a mettere mano ad un documento complesso, contro la fretta e l’improvvisazione di molti- ma anche l’ultimo esponente di una classe politica di ispirazione cristiana che è stata fra gli artefici principali della democrazia italiana nelle condizioni storicamente date.
In particolare mi piace salutare in lui il primo Presidente provinciale delle Acli di Potenza, che tanto si è battuto per il riscatto della terra lucana cui sempre fu orgoglioso di appartenere: la sua memoria è oggi consegnata alla storia.

Emilio Colombo, uno statista formatosi nelle Acli
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