Eritrei nel deserto: allarme

Forse ce li siamo dimenticati. I 400 eritrei prigionieri nel deserto sono ancora là.Anzi la loro situazione sembra ancora più grave di prima. Stando a quanto denuncia don Mussie Zerai, presidente dell’Agenzia Habeshia che per prima rivelò al mondo questa tragica storia,  “nelle settimane scorse ci sono state uccisioni a scopo di espianto di organi per fornire il mercato nero di organi nelle cliniche del Medio Oriente”. Insomma la mobilitazione delle nostre associazioni non è servita a risolvere il problema. L’Associazione prosegue nella sua nota dicendo che “sono trascorsi mesi senza che i Governi di Egitto, Israele, le autorità Palestinesi muovessero un dito per liberare queste persone ridotte in stato di schiavitù”.Habeshi si dice “fortemente preoccupata” anche dalle notizie di respingimenti effettuati dall’esercito di Israele nelle frontiere del Sinai di persone che sono state liberate o fuggite dai loro carcerieri e riconsegnate nelle mani della polizia di frontiera egiziana. “Ci risultano diverse carceri – afferma l’Agenzia – dove sono detenuti decine di profughi eritrei ed etiopi”. Le autorità egiziane non consentono la visita all’UNHCR. La nota termina con un appello al Parlamento Europeo affinché chieda “al Governo egiziano di consentire l’accesso nelle carceri dove sono detenuti profughi eritrei ed etiopi, così che possa essere verificata la loro condizione di richiedenti asilo politico e rifugiati”.

Eritrei nel deserto: allarme
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR