Etica e sport: a Cesare Prandelli il Premio Bearzot dell’Us Acli

E’ Cesare Prandelli, ct della nazionale italiana di calcio, il vincitore della prima edizione del Premio Enzo Bearzot, riconoscimento istituito dall’Unione Sportiva Acli in memoria del grande ‘vecio’ del calcio italiano. Il premio, una scultura in bronzo di 5 kg creata dall’artista Mario Ferrante, verrà consegnato il prossimo 18 giugno presso il Palazzo di Re Enzo a Bologna, in occasione dell’Assemblea organizzativa e programmatica nazionale dell’US Acli. “La scelta di istituire un Premio intitolato a mio padre mi sembra veramente ottima e, per quel che può valere il mio parere, la condivido pienamente – ha ammesso Cinzia Bearzot, figlia del ct campione del Mondo nell’82 – Sono molto contenta che vada a Prandelli, mio padre mi parlava sempre bene di lui”. 

Ad assegnare il riconoscimento, che prevede anche un fondo da devolvere in beneficienza ad un progetto scelto personalmente dal vincitore, è stata una giuria presieduta dal presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete, e composta da Marco Galdiolo, presidente US Acli, Andrea Olivero, presidente nazionale Acli, Alessandro Vocalelli, direttore Corriere dello Sport, Alberto Cerruti, inviato Speciale Gazzetta dello Sport, Matteo Marani, direttore Guerin Sportivo, Bruno Pizzul, giornalista Rai, Piercarlo Presutti, capo redattore Ansa sport, Enrico Varriale, giornalista Rai.   “Per le sue qualità morali e umane, per i principi etici e cristiani, sempre perseguiti da quando era allenatore di club, e ora anche in Nazionale. Cesare Prandelli ha trasmesso valori educativi ai giovani finalizzati alla creazione di un gruppo serio e coeso, che è stato anche il filo conduttore della vita di Bearzot. Per tutto questo suo degno erede. Mancano ancora pipa e una ‘notte magica’, ma visto che negli stadi non si può più fumare ci accontenteremo della seconda”. Queste le motivazioni che hanno portato alla scelta di Prandelli come primo vincitore del premio intitolato alla memoria di Enzo Bearzot, e istituito dall’Us Acli col volere della famiglia Bearzot e con il patrocinio dalla Federazione Italiana Gioco Calcio.   “Prandelli rappresenta una scelta di qualità sul versante valoriale – ha ammesso Giancarlo Abete – Per la Federcalcio è motivo di grande soddisfazione e orgoglio che l’Us Acli abbia scelto il ct azzurro come vincitore di questo premio dedicato ad un tecnico che è stato grandissimo con la Nazionale”.   “Il modo con il quale Bearzot esprimeva il suo mandato tecnico, sportivo, professionale ed educativo – ha aggiunto Galdiolo – certificava uno stile riservato, sobrio, schivo, severo, ma al tempo stesso premuroso, risoluto e convinto, che c’è sembrato avvicinare quasi naturalmente la sua figura al modo dell’US Acli di intendere lo ‘Sport per Tutti’. Quella di Prandelli è la scelta ideale. Tutti ci ricordiamo di quando nel 2004, per fare un esempio, interruppe il contratto con la Roma prima del via del campionato. Una scelta esemplare fatta per stare vicino alla moglie, a testimonianza di una persona che mette i valori umani, cristiani e familiari davanti alle scelte professionali”. 

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