F35: la campagna acquisti non si ferma

Nonostante la discussione in corso in Parlamento e presso l’opinione pubblica il ministero della Difesa prosegue nella sua marcia di acquisizione dei caccia F-35. Per “Taglia le ali alle armi” si tratta di un comportamento inaccettabile. Sulla questione, si rincontrano il 2 aprile i “Parlamentari per la pace” con le associazioni della Rete Disarmo, della campagna Sbilanciamoci e della campagna “Taglia le ali alle armi”.

F-35: ancora acquisti senza avvisi. Altri milioni buttati per il caccia dello spreco“. Questo il titolo del comunicato stampa diffuso il 27 marzo scorso dalle organizzazioni promotrici la campagna “Taglia le ali alle armi”, di cui di seguito riportiamo l’incipit.

Nonostante la discussione in corso in Parlamento e presso l’opinione pubblica il Ministero della Difesa prosegue nella sua marcia di acquisizione dei caccia F-35, addirittura confermando contratti sul lotto numero 9 (da definirsi solo nel 2015). Tutto questo mentre il Governo Renzi sambrava sul punto di ripensare il programma e il Documento presentato dal PD chiedeva una sospensione dei contratti.

Per “Taglia le ali alle armi” si tratta di un comportamento inaccettabile e che dimostra come le pressioni di chi vuole mantenere alte le spese militari scavalchino qualsiasi sensata considerazione sui caccia F-35.

La notizia proviene direttamente da fonte del Dipartimento della Difesa statunitense e, a meno di smentite mai fatte in passato per avvisi dello stesso tipo, si configura molto grave. L’Italia ha continuato la propria serie di acquisti, in questo caso per “parti, materiali e componenti di supporti”, relativa al cacciabombardiere F-35. Una decisione ed una firma avvenute in assoluto disprezzo sia del dibattito politico e pubblico in corso in questi giorni, (con i ripensamenti annunciati dal Governo Renzi e il recente documento del PD sulle spese militari) sia – e soprattutto – in piena inosservanza delle prescrizioni Parlamentari dello scorso anno.

Ricordiamo infatti che le Mozioni votate sia alla Camera che al Senato a metà 2013 prevedevano l’interruzione di qualsiasi “ulteriore acquisto” relativo al programma dei caccia F-35. In realtà il Ministero della Difesa, in particolare il segretariato Generale della Difesa che ha la responsabilità della gestione della nostra partecipazione al programma JSF, non aveva rispettato tali prescrizioni anche nel corso del 2013, come dimostrato dai dati pubblicati poche settimane fa dal Rapporto di “Taglia le ali alle armi” sullo stato del programma.

A tutto questo si aggiunge il contratto sottoscritto il 25 marzo 2014 e relativo a 57 aerei del Lotto IX per gli Stati Uniti, il Giappone e la Gran Bretagna oltre che per il nostro Paese. Un totale di quasi 700 milioni di dollari per 57 velivoli, il che porta ad una media di costo delle parti previste per ciascun aereo di oltre 12 milioni di dollari. La Campagna “Taglia le ali alle armi” così come già sottolineato in passato considera inaccettabile questa decisione e questa forma di gestione del programma F-35…

F35: la campagna acquisti non si ferma
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR