Ferdinando Storchi (1945-1954)

Ferdinando Storchi, nasce a Verona il 19 aprile 1910 e muore a Roma il 12 maggio 1993. Fu il secondo presidente delle Acli, dal 23 febbraio 1945 al 4 aprile 1954, nel tempo della rottura sindacale del ’48, dell’attentato a Togliatti, del­la guerra fredda.

Sotto la sua Presidenza il mo­vimento passò dalla sua i­­dentità originaria di “e­­­spre­s­­sione della corrente sindacale cristiana”, dentro la Cgil unitaria, ad un profilo più vasto e complesso quale mo­vimento sociale dei lavoratori cristiani. A lui si deve la rapida diffusione territoriale delle Acli. Ai Convegni e ai Congressi, Storchi non svolgeva la relazione politica, ma quella organizzativa.

Prima di entrare nelle Acli, Storchi faceva parte dei “rag­gi” dell’Azione cattolica e aveva collaborato con la casa editrice Ave.

Ferdinando Storchi si inserì nel clima di cautela e perplessità crescente del mondo cattolico verso l’esperimento ciellenistico-unitario, gestendo la scelta del raccoglimento delle forze cattoliche per la grande mobilitazione ecclesial-politica attorno alla Costituente e alle elezioni del 1948.

Le vicende del 1947-48, con il delinearsi della guerra fredda e dello scontro politico interno al Paese, mutarono quindi sostanzialmente il quadro. Le Acli svolsero un ruolo di raccolta dei sindacalisti e degli operai cattolici al momento della rottura dell’unità sindacale, nel luglio del 1948 e nel percorso di na­scita di una nuova esperienza sindacale. Tale realtà, se­condo le intuizioni dei Romani e dei Pastore (condizionate ovviamente dall’orizzonte politico e interna­zionale dell’epoca), as­sunse nel 1950 i connotati del­la Cisl, “sin­­­­dacato nuovo” de­­mocratico e a­con­fessionale, net­­­ta­men­­­­te diverso dal­la tradizione del mo­vimento operaio “bian­­­­co” co­mun­que inteso.

La persistenza delle Acli stesse fu in gioco, ma la scelta della continuità, nella di­stinzione più netta di ruoli rispetto all’attività sin­dacale, fu an­cora una volta frutto di una precisa scelta della gerarchia ecclesiastica.

L’assistente ecclesiastico, mons. Luigi Civardi lo appoggiava pienamente ed anche Giulio Pastore, fondatore della Cisl, manifestava il proprio gradimento.

La capacità di Storchi di tenere il timone durante il periodo della divisione sindacale e la nascita della Cisl e della Coldiretti, permise alle Acli di tenere pronto il terreno per la fase successiva, che verrà con Dino Penazzato.

Un ruolo importante ha avuto nella nascita e nello sviluppo dell’Enaip. Era convinto che le Acli dovessero dotarsi dell’Enaip per l’elevazione morale e materiale dei lavoratori. Come ha affermato lui stesso:

«Nella formazione professionale dell’uomo non è sufficiente essere consapevoli della propria intelligenza, di tutte le proprie potenziali capacità ad essere semplice strumento, ma bisogna soprattutto essere protagonisti responsabili e attivi del proprio lavoro». (dalla Relazione di Ferdinando Storchi al Congresso e al II Convegno nazionale dell’istruzione professionale, 1957).

Storchi aveva una concezione precisa dell’identità e del ruolo delle Acli. Nella sua relazione al primo Congresso nazionale delle Acli del 25-28 settembre del 1946, scrive:

«Perché è questa davvero l’originalità delle Acli e in ciò anche la loro specifica differenza da ogni altra associazione: quella di voler agire sulle masse lavoratrici intervenendo nella loro vita, nei loro problemi anche tecnici, anche economici, anche sindacali, in quello cioè che è effettivamente e concretamente il mondo del lavoro, per preparare lavoratori onesti, moralmente sani, conoscitori dei loro problemi e fermamente decisi ad agire in tutti i campi che si sono aperti alle loro attività (…).

Funzione pre-sindacale, dunque, posta al primo piano della vita delle Acli. E volesse il cielo che davvero i cattolici tutti, da quelli investiti di responsabilità collettive fino agli ultimi sperduti lavoratori dei villaggi e dei campi, sentissero questo urgente richiamo, questa assoluta necessità di rendere alla nostra fede, ai nostri principi, alla nostra stessa coscienza, una precisa testimonianza».

Ferdinando Storchi (1945-1954)
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