17 febbraio, festa nazionale della libertà religiosa?

Il 17 febbraio non è la giornata nazionale della libertà religiosa e di coscienza.
Eppure sarebbe bello che lo fosse. In questo giorno i valdesi e tutta la comunità evangelica ricordano la promulgazione da parte di Carlo Alberto di Savoia delle “Lettere Patenti” – avvenuta appunto il 17 febbraio 1848 – con le quali si poneva fine a una discriminazione di secoli e finalmente si riconoscevano i diritti civili e politici anche ai membri di questa minoranza. Tutto rimaneva come prima per quanto riguarda la libertà religiosa: su questo punto – dicevano infatti le Lettere – “nulla era innovato” e quindi proseguivano le limitazioni della Controriforma.

Quel 17 febbraio dunque non poteva definirsi un punto d’arrivo ma di partenza. La lotta per affermare la piena libertà religiosa di ciascun cittadino sarebbe stata ancora lunga. E non possiamo ancora dirla conclusa. Lo Statuto concesso appena ventun giorni dopo (5 marzo 1848) dallo stesso Carlo Alberto definiva il cattolicesimo religione di Stato, i Patti Lateranensi del 1929 ribadivano lo stesso regime confessionale e le altre religioni erano considerate solamente quali “culti ammessi” (come li definiva la legge che li regolava: L.1159 del 1929). Solo la Costituzione del 1948 ha aperto un varco, divenuto una strada sempre più larga con la revisione del Concordato del 1985 e la giurisprudenza della Corte Costituzionale.
Sul cammino pesano ancora, da un lato, appartenenze invadenti e pregiudizi radicati; dall’altro, l’arrivo di molte persone che vivono la loro fede in modo profondamente diverso, in pubblico e in privato, ha scosso equilibri faticosamente raggiunti. In questo nuovo contesto riacquista significato la richiesta avanzata fin dal 2006 dalla comunità evangelica di fare del 17 febbraio la festa nazionale della libertà religiosa e di coscienza (nel 2008 fu depositata in Parlamento anche una proposta di legge in questo senso). Ma così ancora non è. Anzi, se si fa un giro sul web e si digita “17 febbraio festa nazionale”, sconforta un po’ vedere che viene fuori che quel giorno in Italia celebriamo … la festa nazionale del gatto! Senza nulla togliere al felino più amato dagli italiani, e forse anche senza necessariamente cancellare la festa in suo onore, il 17 febbraio si potrebbe tutti insieme celebrare e rinvigorire un autentico sentimento di libertà di coscienza e di religione per garantire a tutte le fedi pari opportunità e rispetto. Si potrebbero organizzare iniziative per rilanciare l’esigenza di avere finalmente anche in Italia una legge sulla libertà religiosa. Forse osta il ricordo di un altro 17 febbraio che rischierebbe di prevalere? (quello dell’anno 1600, quando venne arso in Campo di Fiori Giordano Bruno).
Forse, ma la libertà è per sempre.

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