Fiat, dopo la Chrysler pensi al lavoro in Italia

“L’acquisizione della Chrysler da parte della Fiat costituisce una brillante operazione di mercato: ora la Fiat dimostri altrettanto ingegno nell’utilizzare appieno le sue grandi capacità produttive in Italia”. Lo afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, per il quale “l’accordo stipulato dall’azienda italiana apre interessanti prospettive a condizione che venga mantenuto saldo l’ancoraggio della Casa torinese alla Nazione alla quale deve la sua affermazione su scala internazionale”.

E’ indispensabile – prosegue Bottalico – che il centro decisionale della Fiat rimanga in Italia e che il governo sappia cogliere la presenza di un produttore globale di auto come opportunità che dia slancio ad un più generale piano industriale che ponga al centro la conservazione del lavoro manifatturiero in Italia e la creazione di nuove opportunità di occupazione specie per i giovani, senza abbassamento dei livelli salariali e dei diritti dei lavoratori.

L’anno che inizia – conclude il presidente delle Acli – appare pieno di incognite. L’impoverimento dei ceti medi lavoratori che il presidente Napolitano ha evidenziato, con le lettere delle vittime della crisi, nel suo messaggio di fine anno, esige delle risposte concrete e non rinviabili. L’impatto della crisi sulla nostra economia è stato come quello di una guerra e il centenario della Grande Guerra che cade nel 2014, rappresenta un severo monito, circa i possibili esiti delle questioni sociali irrisolte”.

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Fonte UNHCR
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