Fondi complementari: riscatto e risparmio fiscale

Ho perso il lavoro, e dopo un anno di disoccupazione, ho riscattato tutta la contribuzione accantonata al Fondo pensione. Mi hanno applicato il 23% di tassazione. Non doveva essere il 15%?

Una persona iscritta ad un fondo pensionistico complementare che perda il posto di lavoro, e non sia ancora in età di pensione, può riscattare, decorsi 12 mesi dall’inizio della disoccupazione, il 50% del montante maturato (così si chiama la contribuzione accantonata) subendo una ritenuta a titolo d’imposta del 15%, che diminuisce di una quota pari allo 0,3% per ogni anno eccedente il 15.mo di partecipazione alla previdenza complementare.
Gli statuti dei fondi negoziali possono inoltre prevedere che in caso di disoccupazione, anche senza attendere che siano trascorsi 12 mesi, sia possibile riscattare anche il 100% del montante, ma in tal caso la tassazione incide, per legge, nella misura del 23%.
E dunque come fare per pagare meno tasse pur senza evadere il fisco?
Se una persona ha necessità di riscattare tutto il montante, sarà sufficiente, trascorsi 12 mesi di disoccupazione, riscattare il 50% del montante, sul quale si pagherà il 15%, o anche meno, di imposta, e dopo alcune settimane chiedere il riscatto del rimanente 50%, sul quale si pagherà una tassazione secondo la più elevata aliquota del 23%.
In questo modo, chiedendo il riscatto in due momenti diversi, si potrà ottenere, nel pieno rispetto della legge, una somma, al netto di tasse, complessivamente più elevata, risparmiando, sulla metà del montante riscattato, almeno l’8% di tassazione.

Per informazioni www.patronato.acli.it

 

Fondi complementari: riscatto e risparmio fiscale
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Fonte UNHCR
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