Fondi pensione: anticipi per ulteriori esigenze

Mi hanno detto dire che posso chiedere un’anticipazione al Fondo pensione senza specificare i motivi. E’ vero? Viene applicata una tassazione? 

E’ vero! La legge prevede infatti che “per ulteriori esigenze”, che non vanno specificate o motivate, sia possibile, dopo che siano decorsi 8 anni di iscrizione alla previdenza complementare, ottenere un’anticipazione per un importo che non sia comunque superiore al 30% del capitale maturato.

Sarà bene chiarire subito che il requisito di 8 anni non riguarda l’iscrizione al fondo presso il quale una persona chiede l’anticipazione, ma il periodo di tempo intercorso tra la data di iscrizione alla previdenza complementare e la data di richiesta dell’anticipo. Può infatti darsi che una persona, dopo essersi iscritta a un fondo pensione, abbia poi trasferito il capitale maturato presso un altro fondo: in questo caso, come ha precisato la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip), che esercita il ruolo di “Autorità di vigilanza” sui fondi pensionistici complementari, conta la data di prima iscrizione alla previdenza complementare.

Dal punto di vista fiscale, la legge dispone che sull’importo erogato si applichi una ritenuta a titolo di imposta del 23%.

Vi è però una particolare opportunità: le anticipazioni ottenute possono essere in seguito reintegrate per ripristinare il montante contributivo. La reintegrazione può essere anche parziale, e può essere effettuata in qualsiasi momento: per favorire tale operazione, la legge consente che sulla somma reintegrata si possa usufruire di un credito d’imposta.

Per informazioni: www.patronato.acli.it

Fondi pensione: anticipi per ulteriori esigenze
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Fonte UNHCR
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Fonte UNHCR