Fotovoltaico: La tariffa non è imponibile

Ho installato un impianto fotovoltaico sul tetto della mia abitazione e produco energia in eccesso che poi rivendo al gestore della rete elettrica. Vorrei sapere se la tariffa incentivante che mi viene erogata per la produzione di tutta l’energia e le somme che percepisco dalla vendita delle quote eccedenti sono o meno imponibili ai fini dell’Irpef.

In caso di produzione energetica a scopi privati la cosiddetta “tariffa incentivante”, istituita dal Dlgs 387/2003, non costituisce mai un reddito imponibile, mentre è soggetta a tassazione quando viene prodotta nell’esercizio di un’attività di impresa.

A spiegarlo è stata l’Agenzia delle Entrata nella Circolare 46/E del 2007, nella quale viene appunto specificato che l’erogazione della tariffa non avviene sulla base della semplice installazione dell’impianto fotovoltaico, ma in funzione della quantità di energia annualmente prodotta e “misurata da un apposito contatore posto all’uscita dell’impianto medesimo”.

“Ne deriva – scrive l’Agenzia – che la ratio di tale incentivo, denominato anche ‘Conto Energia’, non è tanto quella di favorire la realizzazione dell’investimento, bensì quella di sostenere la produzione di energia mediante lo sfruttamento dell’impianto fotovoltaico. L’investimento iniziale, pertanto, non viene ridotto per effetto della corresponsione dei predetti incentivi, ma può solo essere recuperato nel tempo attraverso la produzione di energia”.

A tal riguardo, come accennato, va sempre tenuta presente la differenza fra chi acquista o realizza l’impianto fotovoltaico principalmente per produrre l’energia necessaria ai propri fabbisogni e chi invece per cedere sul mercato l’energia prodotta. Nel primo caso, l’utilizzo dell’impianto per scopi privati si verifica ogniqualvolta il soggetto produca energia elettrica esclusivamente per uso domestico.

Ora, “dal punto di vista tributario – spiega l’Agenzia – in tale fattispecie la tariffa incentivante percepita dal responsabile dell’impianto non assume alcuna rilevanza, sia ai fini Iva sia ai fini delle imposte dirette, configurando un contributo a fondo perduto non riconducibile ad alcuna delle categorie reddituali di cui all’articolo 6, comma 1, del Tuir (Classificazione dei redditi). In particolare, la tariffa non è riconducibile neppure alla categoria dei ‘redditi diversi’, in quanto non rientra in alcuna delle ipotesi contemplate dall’articolo 67 del Tuir”.

Quando invece si produce energia in eccesso, il trattamento fiscale della tariffa incentivante e degli importi percepiti dalla vendita delle quote eccedenti, cambia a seconda che l’impianto sia asservito o meno a un’abitazione.

Nel caso in cui l’impianto “risulti installato essenzialmente per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione dell’utente”, si profilerebbe un utilizzo grossomodo privatistico dell’energia, di conseguenza l’eventuale vendita dell’energia in esubero non potrebbe essere etichettato come svolgimento di un’attività commerciale abituale.

Stando così le cose, la tariffa incentivante resterebbe sempre irrilevante sia ai fini dell’Iva che delle imposte dirette, mentre i proventi della vendita andrebbero dichiarati come redditi diversi nati da un’attività commerciale svolta occasionalmente, restando comunque esenti da Iva.

 

Per informazioni: www.caf.acli.it

Fotovoltaico: La tariffa non è imponibile
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR