Friuli Venezia Giulia: Convegno su ‘Caritas in Veritate’

1 giugno 2010 – Si è svolto il 24 maggio a Trieste il convegno regionale sulla ‘Caritas in Veritate’, l’ultima enciclica di Benedetto XVI, organizzato dal ‘Forum delle persone e delle associazioni d’ispirazione cattolica nel mondo del lavoro del Friuli Venezia Giulia’ al quale aderiscono anche le Acli.Oltre alle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, il Forum cattolico, presentato ufficialmente il 29 settembre 2009, è formato da Cisl, Cdo, Mcl, Confcooperative e Confartigianato. Al convegno triestino hanno partecipato i rappresentanti di tutte queste realtà associative.

Ha introdotto i lavori il segretario della Cisl regionale Fania, che ha sottolineato come l’incontro sia un’occasione per approfondire i temi sollevati dalla ‘Caritas in Veritate’ in un momento di crisi dell’economia mondiale. Fania ha quindi ringraziato l’assessore regionale al lavoro presente Alessia Rosolen, che con il suo lavoro istituzionale ha contribuito a salvare molti posti di lavoro nella regione.Mons. Crepaldi, vescovo di Trieste, analizzato l’enciclica ponendo l’accento su quattro caratteristiche che ne mettono in risalto l’assetto dinamico: il suo essere un’enciclica post-ideologica; il suo essere un’enciclica della globalizzazione; il suo essere un’enciclica del protagonismo religioso; il suo essere, infine, un’enciclica che affronta le problematiche economiche e politiche in un contesto geopolitico completamente cambiato e in grado di suggerire una nuova governance basata sui principi della Dottrina sociale della Chiesa: il bene comune e la sussidiarietà. Franco Blasini, presidente delle Acli regionali, ha posto l’accento sul carattere innovativo di questa enciclica: ‘c’è finalmente il coraggio di dare il nome alle cose – ha detto – La giustizia è la misura minima della carità e quest’ultima la completa con la logica del dono. Visto che la società globalizzata ci avvicina ma non ci rende automaticamente fratelli, è necessario ribadire il concetto di fraternità, che non è altro se non la traduzione laica della logica del dono, logica che deve entrare nell’economia e nel mercato’. Blasini ha affrontato poi il concetto di ‘lavoro decente’, caro alle Acli, ripreso da Benedetto XVI ma già introdotto da Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo dei lavoratori del 2000. Accennando allo ‘Statuto dei lavori’, campagna lanciata dalle Acli a livello nazionale, Blasini ha sottolineato che la proposta delle Acli cerca di individuare e promuovere nuovi diritti che tendono a tutelare ogni lavoratore come il diritto per i lavoratori precari alle stesse tutele di quelli stabili attraverso l’adozione di un’unica disciplina dei contratti; il diritto di salari e pensioni adeguati al costo della vita; il diritto alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro; il diritto alla conciliazione tra tempi di lavoro e di vita; il diritto alla partecipazione democratica alla vita aziendale. Le conclusioni sono state affidate a Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. Nel ribadire l’importanza dell’enciclica, ‘l’unico documento che dà risposte forti e precise per uscire dalla crisi’, Bonanni ha sottolineato come solo un’economia che ha come fine l’uomo è in grado di realizzarlo pienamente permettendogli di mettere a frutto i propri talenti. ‘La svolta per una rifondazione della finanza – ha detto Bonanni – può venire dall’economia reale, l’unica che può essere di appoggio ai valori in cui crediamo. In questo periodo di grave crisi, l’elemento che ha consentito di risolvere molte situazioni è stata la logica della responsabilità che ha preso il posto dell’antagonismo nelle contrattazioni tra governo, imprese e sindacati’.

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