Garanzia Giovani, così non va

Gabriella Meroni su VitaNonProfit dà conto di un’analisi dell’Enaip, l’ente di formazione professionale delle Acli, che mette a nudo gli scarsi risultati e la mancanza di visione del programma europeo “Garanzia giovani”. Almeno per come è stato portato avanti in Italia. Con il commento del presidente delle Acli, Gianni Bottalico.

Se non è un fallimento, poco ci manca. Non sono teneri quelli dell’Enaip, l’Ente di istruzione e formazione professionale delle Acli, con il programma europeo Garanzia Giovani, del quale il Ministero del Lavoro ha reso noto un primo bilancio. L’ente ha infatti svolto un interessante studio (illustrato dal presidente nazionale Acli Gianni Bottalico sull’ultimo numero della rivista Nuovi Lavori) da cui emerge il “lentissimo decollo” di questa misura.

Il primo dato preso in esame dall’analisi è il numero degli iscritti, che nei primi sette mesi, al 20 novembre 2014, sono 305.706 giovani, circa 10mila alla settimana. “Vista la situazione di emergenza”, nota Bottalico, ”ci si poteva aspettare un’adesione più massiccia, considerando anche che la disoccupazione giovanile ha raggiunto un nuovo picco negli ultimi mesi”. Non basta. Gli iscritti sono un quinto dell’insieme della popolazione giovanile, i cosiddetti Neet, indicata come beneficiaria nel Piano di attuazione italiano della Garanzia per i Giovani, ai quali però non vengono dati adeguati riscontri. degli iscritti, infatti, solo 98.240, il 32%, sono stati presi in carico e profilati.

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