Gaza una “polveriera”. C’è una politica che non vuole la pace

Di ritorno da una missione in Israele e Palestina: «Ci siamo trovati di fronte a polveriera: presagi sono diventati realtà»

«La sensazione è che tutte le volte che la politica ha bisogno di consenso esplode la guerra a Gaza. Una politica che non vuole la pace ed usa la vita delle persone, persino dei bambini, con un cinismo senza limiti».

Alfredo Cucciniello, responsabile del dipartimento pace delle Acli, è appena tornato da una missione in Israele e Palestina con la Tavola della Pace. «Ci siamo trovati di fronte ad un’autentica polveriera – commenta – pronta ad esplodere e a procurare nuovi bagni di sangue. Passati pochi giorni, i tristi presagi si sono trasformati in tragica realtà».

«Non si tratta ora di stabilire chi ha ragione e chi ha cominciato – continua – ma di fare ciascuno quanto in proprio potere per fermare una guerra che in pochi giorni ha mietuto decine di vittime, spesso bambini in tenera età. Non possiamo permetterci che il conflitto degeneri e si estenda nell’area circostante».

 «Israele – spiega Alfredo Cucciniello – ha le responsabilità che gli derivano dal fatto di essere un Paese democratico. La comunità internazionale deve farsi garante della tregua ma soprattutto del riavvio di un processo di pace colpevolmente interrotto. Stati Uniti ed Europa agiscano con determinazione in questo senso. Anche l’Italia può e deve affermare un suo ruolo strategico e propositivo nell’ambito del Mediterraneo.
La prospettiva dei “due Stati per due popoli” appare l’unica idonea a garantire a israeliani e palestinesi di vivere in pace in questa terra».

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR