Gesù dà la vita

Nella V Domenica di Quaresima la liturgia ci presenta il Signore che dà la vita.

Giovanni lo fa parlando dell’amore che lega i quattro protagonisti di questo racconto evangelico: Gesù, Maria, Marta e Lazzaro (11,3.5).

La malattia di Lazzaro è per la gloria di Dio, dice Gesù, che sa ciò che compirà di lì a pochi giorni. Il racconto  è focalizzato sulla vittoria sulla morte e sulla fede degli uomini in Gesù che dà la vita.

Lazzaro è malato, Giovanni lo dice per ben tre volte nei primi tre versetti e  lo riprende al v. 6, parlando di Gesù che accoglie la notizia e che attende due giorni prima di muoversi per andarlo a trovare.

Il primo dialogo del racconto vede Gesù e i discepoli che discutono sull’opportunità di tornare in Giudea a causa dell’ostilità dei Giudei (Gv 8,59; 10,31). Gesù replica ai discepoli con un detto sapienziale che vuole rimarcare come lui sia la luce del mondo (Gv 8,12) e che i Giudei camminano di notte, in quanto non  lo riconoscono come colui che dà la vita. Qui Gesù introduce la questione dell’amico malato. Egli sa che Lazzaro è morto, ma sa anche che potrà riportarlo in vita, anticipazione della sua resurrezione. Tommaso però è convinto che andando a casa di Lazzaro tutti loro andranno incontro alla morte, e tuttavia preferisce questa fine a quella di lasciare andare solo Gesù e abbandonarlo al suo destino, tanto è forte il legame che sente con quest’uomo.

La scena si trasferisce a casa di Lazzaro, morto da quattro giorni. L’indicazione serve a mostrare come Lazzaro sia effettivamente morto. Lazzaro era conosciuto e molti amici erano giunti da Gerusalemme per consolare le due sorelle in lutto.

Marta va incontro a Gesù e Maria resta in casa. Qui inizia un secondo dialogo che vede Gesù e Marta discorrere sulla morte e sul potere di Gesù in quanto uomo che viene da Dio. Gesù fa un’affermazione ben precisa: «tuo fratello risorgerà», cui segue una professione di fede di Marta nella resurrezione dell’ultimo giorno. Gesù prosegue il dialogo presentandosi come colui che è capace di dare la vita vera, quella che vince la morte, anche se questa, temporaneamente, può sembrare vincere sulla vita. Gesù vuole aiutare Marta a fare una professione di fede nei suoi confronti, a fare quindi un passo avanti rispetto a ciò che già crede: la resurrezione dell’ultimo giorno. E Marta fa la sua professione di fede in Gesù Figlio di Dio.

Ora Marta va a chiamare la sorella Maria. Essa fa la stessa affermazione della sorella, incontrando Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!», ma non aggiunge nulla sul suo potere di intercessione presso Dio.

Giovanni cambia registro narrativo e ora si sofferma sui sentimenti di Maria, dei Giudei e sulla reazione di Gesù di fronte al loro lutto: Gesù si commuove profondamente ed è molto turbato e si mette a piangere con loro. I Giudei presenti sottolineano l’amore di Gesù per Lazzaro e però ripropongono la domanda che ci facciamo anche noi: non poteva egli impedire la morte dell’amico, visto che aveva fatto rivedere uno, cieco fin dalla nascita (Gv 9)?

Ora Gesù prende  l’iniziativa di andare a visitare il morto e vuole riaprire la tomba. Marta oppone l’obiezione che faremmo anche noi: già manda cattivo odore. Ma Gesù la richiama alla professione di fede appena fatta nei suoi confronti. Quindi egli fa ciò che Marta credeva possibile: prega il Padre fiducioso che l’avrebbe ascoltato, a testimonianza dei presenti che il Padre lo ha mandato nel mondo per dare la vita.

Il racconto è come rallentato in vista della conclusione che tutti si aspettano e che si consuma in poche e dense parole: «Lazzaro vieni fuori». Gesù si rivolge all’amico amato, sapendo di essere ascoltato e obbedito. Gesù ha fiducia che Lazzaro possa compiere ciò che gli chiede, e che richiede da parte dell’amico la fede in Gesù che lo richiama alla vita. E l’amico amato esce dalla tomba ancora stretto nelle bende della sepoltura. Gesù ordina ai presenti di liberarlo e di lasciarlo andare, libero dalla morte e non solo dal sudario.

Anche dei Giudei, presenti, credono in Gesù che vince la morte. Certo Lazzaro morirà come tutti, ma gli è stato dato ancora un tempo per credere anche lui che in Gesù la morte è vinta, perché chi crede in lui, anche se muore, vivrà in eterno.

La Pasqua si avvicina e siamo chiamati anche noi a fare la nostra professione di fede in Gesù, il Figlio di Dio che dà la vita e vince la morte. Se temiamo  la morte non possiamo vivere con pienezza quanto ci è dato di vivere giorno per giorno. Invece, se crediamo che Gesù ha vinto la morte, potremo con fiducia dare la nostra vita per la vita dei fratelli, giorno dopo giorno, sapendo che essa sta in buone mani: quelle di Dio che ci accudiscono con la cura di un amico.

 

6 aprile 2014 – V Domenica di Quaresima – Anno A

Giovanni 11,1-45

In quel tempo, 1 un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. 2 Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3 Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».

4All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5 Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. 6 Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». 8 I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». 9 Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; 10 ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».

11Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». 12 Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». 13 Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto15 e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». 16 Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

17Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. 18 Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri 19 e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. 20 Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. 21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! 22 Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». 23 Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». 24 Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». 27 Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

28Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». 29 Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. 30 Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. 31 Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.

32Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». 33 Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, 34 domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35 Gesù scoppiò in pianto. 36 Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». 37 Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».

38Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. 39 Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». 40 Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». 41 Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43 Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

45Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

 

Leggi tutto nel documento allegato

Gesù dà la vita
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR