Gesù è il santo di Dio

La santità di Dio è il suo essere solo bene e completamentamente separato dal male, per questo è il nostro creatore e salvatore.

L’autorità con la quale Gesù insegnava nasce dal suo singolare rapporto con il Padre. Gesù è in relazione unica con il Padre: egli conosce il suo desiderio di vita per l’uomo, perché prima di tutto lo ha sperimentato vero su di sé e per sé. Questa esperienza di passività, di ricezione è quella che lo ha formato alla vera vita, al discernimento di ciò che è buono e giusto, al potere di fare il bene e di dare la vita, come Dio (Gv 5,19: «Il figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa»).

Gli scribi, come tutti gli interpreti, spiegano ciò che dice un altro. Essi non hanno l’autorità che viene da Dio, a differenza del profeta che pronunciauna parola di salvezza per il tempo in cui vive. Il profeta vero è Gesù, ma lui è più che profeta, ha una parola salvezza per tutti e per ogni tempo. Infatti Gesù ha sperimentato nella singolare relazione col Padre l’origine della salvezza e di questo egli parla con autorità.

Lo spirito impuro riconosce in Gesù la santità di Dio, la separazione totale dal male e la volontà di vita per gli uomini. Lo spirito immondo sa bene che nel confronto con l’origine buona della vita non può che soccombere, e soprattutto che non può più abitare nel corpo dell’uomo che possedeva. Il suo dominio, la sua autorità sull’uomo non è per il bene, ma per il male.

Ora Gesù è venuto per riprendere autorità sull’uomo, e il suo potere è solo al servizio dell’unico e vero bene per l’uomo, creatura di Dio. La separazione del bene dal male è un processo doloroso, straziante, ma che dà vita a chiunque lo compie accogliendo la volontà buona di Dio per lui.

Questo evento di salvezza stupisce la gente, che ha assistito in presa diretta all’evento di salvezza, che abitualmente segue delle vie meno eclatanti. Tuttavia occorre riconoscere che il popolo sa discernere la presenza di Dio in Gesù. Il popolo vede in Gesù una originale presenza di vita e di salvezza e non può che attribuirla a Dio, perché è così che Dio si è manifestato nel corso della storia. Questa è la buona notizia – il regno di Dio è vicino – che si diffonde di bocca in bocca (cfr. Sal 19,2-3), perché la meraviglia che Dio si fa presente tra di noi è così grande, che non si può fare a meno di parlarne a chi conosciamo, e anche agli sconosciuti.

 

1 febbraio 2015 – IV Domenica Tempo Ordinario – Anno B

Marco 1,21-28

In quel tempo, 21 Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafàrnao,] insegnava. 22 Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.

23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: 24 «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25 E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26 E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnaménto nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».

28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

 

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