Gesù è risorto

La salvezza si compie nel Mistero Pasquale, mistero d’amore divino che si fa carne per noi.

La domenica, il primo giorno dopo il sabato, è il primo giorno della settimana nuova inaugurata dalla resurrezione di Gesù. Giovanni ci racconta di un viavai alla tomba vuota di Gesù, dove un corpo doveva esserci e non c’è più. Il destino di questo corpo assente è quello di interrogare gli uomini e le donne di tutte le epoche.

Maria di Magdala va al sepolcro, ma Giovanni – a differenza degli altri evangelisti – non ci dice il motivo del suo camminare. Appena vede che c’è qualcosa di diverso nella tomba va da Pietro e dal discepolo amato. Maria cerca sicurezza da chi ha condiviso con lei il camminare con Gesù: da donna anticipa i tempi, si muove nel buio e non trova ciò che cerca. Essa è preoccupata di un corpo che ritiene essere stato spostato altrove, preoccupazione importante per un giudeo, in quanto dare una degna sepoltura è ancora oggi un precetto fondamentale della legge ebraica.

La corsa di Pietro e del discepolo amato suscita commozione: Giovanni ci mostra la preoccupazione e la fretta di entrambi per comprendere cosa possa essere accaduto al corpo morto di Gesù. Il racconto si concentra sulla vista dei teli che avvolgevano il corpo e sul sudario e crea una pausa: cosa accadrà ora?

Entrare nel sepolcro voleva dire rendersi impuri («Chiunque per i campi avrà toccato un uomo ucciso di spada o morto di morte naturale o un osso d’uomo o un sepolcro sarà immondo per sette giorni», Num 19,16) ed è Pietro che si assume questo rischio. Il desiderio di sapere è più forte del rispetto delle regole di purità. Pietro guarda e il suo sguardo prende atto dei dettagli che sorprendono anche noi.

L’altro discepolo rifletteva tra sé e sé, mentre attendeva fuori e quando entra riesce a vedere ciò che non si mostra con evidenza: Gesù è risorto. Giovanni è lapidario nel descrivere il suo accedere alla fede: vide e credette. In mezzo c’è la memoria di colui che ama un altro e che ripercorre in un lampo la vita passata insieme, le parole scambiate, le sensazioni provate, il cammino fatto, i pasti condivisi.

La memoria della vita con Gesù permette al discepolo amato di credere alle parole con cui Gesù ha annunciato la sua morte e resurrezione. I discepoli di ogni tempo potranno accedere con Giovanni alla comprensione della Scrittura che parla in modo velato della resurrezione di Gesù.

Per l’evangelista la memoria della vita di Gesù, che sostanzia il credere nel Cristo risorto, è un fatto spirituale: «il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto» (Gv 14,26).

La resurrezione dalla morte è il culmine del dono della vita, che re-introduce Gesù nella comunione con il Padre, e noi con lui: «Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova» (Rm 6,4).

 

5 aprile 2015 – Pasqua di Resurrezione – Anno B

Giovanni 20,1-9

1 Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

2 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

3 Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4 Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5 Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

6 Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7 e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

8 Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9 Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

 

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Gesù è risorto
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Fonte UNHCR
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