Gesù insegna con autorità

Gesù aveva lasciato il suo villaggio, Nazaret, per predicare la venuta del regno di Dio, cioè la presenza salvifica di Dio in mezzo al popolo, accompagnando le parole con gesti di guarigione e di esorcismo. Ora egli torna per predicare anche a casa sua il vangelo del regno di Dio.

Al sabato, durante la preghiera comune, Gesù si mette a insegnare nella sinagoga. La notizia di quanto stava compiendo era sicuramente giunta anche in quel paesino sperduto della Galilea. I suoi compaesani sono stupiti del suo insegnamento. Gesù non predica – come Giovanni Battista – la conversione dai peccati pena il giudizio di Dio, ma annuncia che Dio è vicino a tutti gli uomini e le donne. Ciò che conta per lui è «entrare» nel regno di Dio. Gesù non dice mai che occorre costruire il regno, ma che occorre entrare nella sua dinamica di fraternità e di perdono. Questo è anche il senso della nuova alleanza predicata da Geremia secoli prima: «Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore -: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: “Conoscete il Signore”, perché tutti mi conosceranno dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore -, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato» (Ger 31,33-34).

Di fronte a questa rivelazione del volto di Dio – un Signore che vuole la vita e non la morte del peccatore, un Signore che fa di tutto per farsi vicino alle sue creature cui vuole bene, proprio perché le ha create per la vita -, la gente resta meravigliata. Questo volto di Dio Gesù lo fa emergere con forza dalle Scritture d’Israele, grazie alla sua esperienza di preghiera e di comunione con il Padre e il suo Spirito, anche se la predicazione comune sottolineava più gli aspetti del giudizio che quelli della vicinanza di Dio.

I suoi compaesani lo conoscono bene, perché ha vissuto in mezzo a loro e non si rendono conto da dove Gesù tragga l’autorità con cui predica la venuta del regno di Dio.

Poche volte Gesù dice di sé che è un profeta o accetta di venire considerato così dalla gente. Egli accetta da Pietro l’appellativo di Cristo (Mc 8,27-29), ma soprattutto Gesù si considera Figlio, come gli è stato rivelato nel battesimo al Giordano (Mc 1,11) e poi sul monte Tabor (Mc 9,7) quando mostra la sua gloria a Pietro, Giacomo e Giovanni.

Era considerato destino comune dei profeti quello di annunciare la parola di Dio e non essere ascoltati. La loro predicazione spesso cadeva nel vuoto, non convertiva il cuore del popolo o delle singole persone. Gesù stesso nella parabola dei vignaioli omicidi conferma questa verità (Mc 12,1-12). Tuttavia alcuni credono in lui, c’è chi non si lascia ingannare dalla familiarità della vita vissuta insieme, ma sa cogliere in quella quotidianità i segni della presenza di Dio e si lascia guarire.

Marco sottolinea la meraviglia di Gesù di fronte alla loro incredulità. Gesù sa che il messaggio che annuncia è un messaggio di liberazione da immagini di Dio non pure, egli insegna la verità su Dio e sull’uomo, egli annuncia la vita vera fatta di fraternità e perdono, una vita liberata dal peccato e dalla morte, e non comprende come si possa rifiutare tutto ciò. Gesù stesso dovrà imparare (Eb 5,8: «Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì») dal Padre cosa vuol dire amare il prossimo come se stessi, comprendendo così le ombre oscure del cuore degli uomini che fanno fatica ad accogliere il regno di Dio.

Gesù continua la sua missione  andando oltre Nazaret, nei villaggi vicini, per insegnare agli uomini la bontà di Dio e la sua volontà di salvezza.

 

5 luglio 2015 – XIV Domenica temmpo Ordinario – Anno B

Marco 6,1-6

In quel tempo, Gesù 1 venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

2Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? 3 Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.

4Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». 5 E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. 6 E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

 

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Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
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