Gesù pane vivo che dà la vita

Gesù è il pane vivo disceso dal cielo che dà la propria vita e fa vivere coloro che lo accolgono.

Nei versetti 6,36-40 – che la liturgia omette nella lettura continua di questo dialogo di Gesù con i Giudei – Gesù afferma che la sua missione è quella di non perdere nulla di tutto ciò che il Padre gli ha affidato. Infatti «questa è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno» (6,40).

La mormorazione dei Giudei rimanda alla mormorazione degli ebrei nel deserto nei confronti del Signore, da cui poi ottennero il pane dal cielo. Qui la mormorazione è contro Gesù perché si era identificato con il pane disceso dal cielo. Lo sconcerto dei Giudei, maggiore del nostro, è basato sul fatto che di Gesù essi conoscevano il padre e la madre, Giuseppe e Maria, e dunque come poteva Gesù dire di essere disceso dal cielo?

Gesù riprende con pazienza la sua catechesi nei confronti degli interlocutori. La mormorazione non serve a niente per comprendere cosa sta accadendo. Serve invece avere fede in quel Dio che con il profeta Geremia aveva annunciato la nuova alleanza in cui «tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore -, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato» (Ger 31,34). L’essere attirati dal Padre vuol dire aderire alla promessa di Geremia e conoscere così il Padre e il Figlio che egli ha mandato. Il Padre nessuno lo ha visto (solo il Figlio lo può rivelare, cfr. Gv 1,18). Gesù conclude questa parte del discorso con una affermazione che riassume il dialogo: chi crede ha la vita eterna. Gesù non chiede altro se non credere nella sua parola che è conforme a quella dei profeti.

Nel vangelo di Giovanni più volte Gesù si identifica con qualche simbolo. Quattro volte si identifica con il pane della vita disceso dal cielo in questo cap. 6. Due volte con la luce del mondo (8,12; 12,46). Due volte con la porta delle pecore (10,7.9) e due volte con il buon pastore (10,11.14). Una volta con la resurrezione e la vita (11,25). Una volta con la via, la resurrezione e la vita (14,6). Due volte con la vite (15,1.5). Una volta come re  (18,37).

Gesù vuole così riprendere alcuni eventi della storia della salvezza e reinterpretarli nella sua vita. La manna discesa nel deserto era cosa buona, ma non dava la vita eterna, infatti i padri sono morti. Invece lui è il pane disceso dal cielo che dà la vita eterna. Questo pane è la carne di Gesù, cioè la sua vita che egli dà per la salvezza del mondo.

 

9 agosto 2015 – XIX Domenica Tempo Ordinario – Anno B

Giovanni 6,41-51

In quel tempo, 41 i Giudei si misero a mormorare contro Gesù perché aveva detto: «Io sono il pane disceso dal cielo». 42 E dicevano: «Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe? Di lui non conosciamo il padre e la madre? Come dunque può dire: “Sono disceso dal cielo”?».

43Gesù rispose loro: «Non mormorate tra voi. 44 Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 45 Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. 46 Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. 47 In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.

48Io sono il pane della vita. 49 I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; 50 questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. 51 Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

 

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Gesù pane vivo che dà la vita
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
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