Gesù parla in verità

Il tempo di Gesù si sta concludendo e il mistero pasquale si sta proponendo nella storia degli uomini. Gesù sta affrontando in un ultimo confronto i capi del popolo per vedere se anche loro possono accogliere il regno di Dio e la conversione.

I farisei, tuttavia, non sono interessati a un dialogo sincero, ma a mettere in trappola Gesù per farlo cadere in contraddizione e così screditare la sua predicazione.

Il discorso dei farisei e degli erodiani inizia con un’ipocrisia, che già dice molto della loro “retta” intenzione di dialogare con lui. Tuttavia essi dicono il vero di lui: «tu insegni la via di Dio secondo verità» e non secondo la tua convenienza. E interrogandolo sanno già che non accetteranno la sua risposta. La domanda è coinvolgente e in qualunque modo Gesù risponda si trova a dover ammettere qualcosa o contro Cesare, e dunque Gesù sarebbe un sovversivo, o contro Dio, riconoscendo la superiorità di Cesare, e dunque la sua ingannevole predicazione della via di Dio: sarebbe un idolatra.

Gesù non si sottrae al dialogo, ma con sapienza vi introduce un fattore nuovo, una via diversa, quella di Dio. Prima di tutto smaschera la malizia dei suoi interlocutori, invitandoli così ad avere un cuore sincero, capace di accogliere la parola che viene da Dio. E continua chiedendo di mostrargli la moneta del tributo. Infatti è la cosa in sé, la moneta, che indica la via di Dio: di chi è la moneta? Essa è di Cesare e dunque appartiene a lui. Anche in un regime di occupazione ci sono leggi che vanno rispettate, a meno di non avviare una campagna di disobbedienza civile, con tutte le conseguenze del caso.

Gesù non è venuto a liberare Israele dall’occupazione romana, altrimenti avrebbe intrapreso altre iniziative. Gesù è venuto a liberare tutti gli uomini e le donne dal loro peccato e dalla morte. E questo si può fare solo nella verità del dialogo con lui, lasciando cadere le nostre ipocrisie e imparando dalla sua sapienza cosa vuol dire seguire la via di Dio.

 

19 ottobre 2014 – XXIX Domenica Tempo Ordinario – Anno A

Matteo 22,15-21

In quel tempo, 15 i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. 16 Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. 17 Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». 18 Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? 19 Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. 20 Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». 21 Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

 

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Gesù parla in verità
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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