Gesù purifica l’uomo

Gesù purifica l’uomo dalla malattia, suscita la fede e produce gesti di comunione.

La fama di guaritore precede Gesù e raggiunge le persone più emarginate di quel periodo. I lebbrosi, a causa del possibile contagio, dovevano vivere al di fuori dei centri abitati e dovevano avvertire della propria presenza. Il Levitico dedica 2 capitoli (13 e 14) a vari tipi di malattie della pelle e alla funzione dei sacerdoti riguardo alla loro diagnosi, evoluzione e guarigione.

Essenziale nelle linee per dire la sostanza dell’evento, Marco è un raffinato narratore che ci mostra un lebbroso che contravviene a ogni regola di comportamento che lo riguarda. Egli sa che Gesù è la sua ultima possibilità di salvezza e si presenta a  lui in atteggiamento di preghiera, in ginocchio, manifestando la propria fede in Gesù: se vuoi. Il lebbroso non dubita della capacità di Gesù, è in forse sulla sua volontà. Il lebbroso chiede un atto di benevolenza nei propri riguardi e sa che dipende dalla volontà di Gesù.

Marco sottolinea la compassione che prova Gesù di fronte alla malattia e alla fede del lebbroso. Marco parla altre tre volte della compassione di Gesù (6,34; 8,2; 9,22); le prime due riguardano lo sguardo di Gesù sulle folle che lo seguono e le due moltiplicazioni dei pani, la terza è una richiesta di un padre addolorato per un figlio malato.

La compassione fa superare barriere legislative e compiere gesti di comunione. E’ una forza potente che è capace di dare la vita guarendo le malattie del corpo, della psiche e dello spirito.

Gesù sa quanto il suo agire al di là della norma possa non essere compreso e vuole fare in modo che nessuno si possa scandalizzare. Egli non vuole apparire come colui che ha toccato il lebbroso, guarendolo, perché sa che questo gli costerà un periodo di quarantena, mentre lui doveva continuare ad annunciare il regno di Dio. Inoltre manda il lebbroso a compiere ciò che prescrive la legge per riguardo alla legge medesima. A Gesù basta il risultato.

Il bene però non può essere nascosto, ma va divulgato (cfr. Mt 5,16). Gesù non può più entrare in una città, ma questo non impedisce alle folle di andarlo a cercare nel deserto. Esse sanno che non ha contratto la lebbra, toccando il lebbroso, ma che lo ha guarito. Hanno compreso bene la direzione della vita: da Gesù al lebbroso e non viceversa.

L’accoglienza verso Gesù, per questi inizi della sua predicazione, è legata alla sorgiva vitalità che Gesù manifesta nelle guarigioni.

Le incomprensioni nasceranno dal suo perdonare i peccati, come Dio, e sulla conseguente interpretazione autentica della legge da parte di Gesù che interroga e mette in crisi la durezza di cuore degli scribi e dei farisei.

 

15 febbraio 2015 – VI Domenica ordinaria – Anno B

Marco 1,40-45

In quel tempo, 40 venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». 41 Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». 42 E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. 43 E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: 44 «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». 45 Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

 

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR