Gesù: un re che serve e salva

Gesù è il Signore della storia e del tempo annunciando il regno di Dio che viene e offrendo la vita vera a tutti coloro che la desiderano accogliere con umiltà e gioia.

Il commento alle letture di domenica 24 novembre 2013 – Solennità di Cristo re – Anno C.

Luca 23,35-43

In quel tempo, dopo che ebbero crocifisso Gesù, 35 il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto».

36Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto 37 e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 38 Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

39Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». 40 L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio. tu che sei condannato alla stessa pena? 41 Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».

42E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». 43 Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

 

Con questa solennità si vuole celebrare Cristo quale Signore della storia e del tempo. Essa fu introdotta da papa Pio XI, con l’enciclica Quas Primas dell’11 dicembre 1925. Quest’anno la liturgia ci propone di contemplare Gesù in croce, quale re dei Giudei, ma più di tutto come colui che regna dalla croce.

Il vangelo di Luca è quello che ci mostra la misericordia di Gesù anche sulla croce.

Alla derisione dei capi, che vedendolo in croce non credono sia capace di salvare se stesso, dopo i tanti miracoli compiuti a favore di altri, Gesù non risponde nulla.

Anche i soldati lo deridono in quanto lo vedono come un re impotente e senza armi.

Sono i suoi compagni di morte coloro che lo interpellano sul senso vero della sua regalità sulla morte.

Il primo lo insulta con la domanda che ha attraversato i secoli: se sei il Cristo perché non salvi tutti gli uomini risparmiando loro la morte?

Il secondo invece riconosce l’innocenza di Gesù e la sua vera regalità: «ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Egli non sa bene cosa questo voglia dire, ma sa che il regno di Dio annunciato da Gesù è un regno di vita e non di morte, e di questo regno lui vuole farne parte, anche quando tutto sembra contraddire questa realtà.

Questa fiducia del secondo malfattore riceve una risposta positiva da Gesù, che conferma la sua fede in Gesù che ha annunciato il regno di Dio: «oggi con me sarai nel paradiso».

Gesù dona sempre con abbondanza, al di là delle aspettative degli uomini: la realizzazione del regno si compie in quel venerdì di Pasqua, mentre si celebra l’alleanza tra Dio e il suo popolo, alleanza che coinvolge oggi tutti i popoli della terra offrendo a ciascuno la salvezza nel nome di Gesù.

 

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