Gioco d’azzardo, un appello alla politica e alla cultura

Il numero di persone dipendente dal gioco d’azzardo aumenta costantemente (sono 800.000 i giocatori patologici) e cominciano ad emergere, seppur lentamente,  i rischi e i costi sociali che il gioco d’azzardo provoca.
Ecco perché la Campagna “Mettiamoci in gioco” di cui le Acli fanno parte, attraverso il comunicato stampa lanciato il 22 maggio, richiama la politica al proprio senso di responsabilità, sia da un punto di vista etico, sia legislativo.
Il servizio televisivo sul gioco d’azzardo de “Le Iene” andato in onda domenica 19 maggio su Italia Uno, dimostra, una volta di più il pericoloso grado di compromissione tra la politica connivente e le lobby multinazionali del gioco. I risultati di questa deflagrante sinergia sono evidenziati dai modesti risultati del decreto Balduzzi, progressivamente svuotato dei suoi contenuti più significativi in fase di elaborazione. Chiediamo perciò alla magistratura di aprire un fascicolo specifico e di condurre un’inchiesta giudiziaria, svelando in virtù dei propri poteri l’anonimato dell’intervistato, per arrivare inderogabilmente al risultato concreto di denuncia, con nomi e cognomi e alla rilevazione delle cifre pagate dall’industria del gioco, versate ai politici.
“Oltre ad aprire dunque un dibattito politico che definisca regole chiare rispetto al gioco d’azzardo” afferma Antonio Russo, responsabile Legalità delle Acli “è necessario anche avviare una campagna culturale, volta a restituire al gioco il suo significato educativo e sociale originario di libertà, fantasia e comunicazione”.

Gioco d’azzardo, un appello alla politica e alla cultura
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Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR