Global peace index 2014. Una pace sfinita

E’ stato diffuso ieri, mercoledì 18 maggio, il rapporto Global peace index 2014 realizzato dall’Institute for economics and peace, analizzando, attraverso 22 indicatori, la realtà di 162 Paesi. Una evidenza sopra tutte: a livello globale si registra un deterioramento dei livelli di pace.

“Il rapporto Global peace index 2014 – ha commentato Alfredo Cucciniello, responsabile nazionale Acli per la Pace e il servizio civile – ci consegna un quadro per certi versi sottovalutato.
La pace è sempre più in pericolo e a dirlo non sono soltanto i conflitti in corso in Siria, Iraq, Afghanistan, Sud Sudan o Ucraina. Abbiamo sempre sostenuto che la pace non si misura esclusivamente con l’assenza di guerre e che ad essa concorrono una serie di elementi troppo spesso sottovalutati: la democrazia, la stabilità politica, la coesione sociale, una buona economia, il ben-essere complessivo.

Gli indicatori scelti dall’Institute for economics and peace ci dicono che, al di là dei citati conflitti, la pace nel mondo è sempre più in pericolo: le migrazioni imposte dalla fame, dalla sete e dalla povertà; l’aumento delle persone incarcerate, i livelli accresciuti di criminalità piccola od organizzata, il numero di omicidi spesso commessi ai danni di soggetti sociali più fragili, il commercio di armi ne sono effetto e testimonianza.

Il nostro Paese non è immune, registrando una preoccupante performance sul versante della sicurezza interna, cui non è estranea la crisi economica che produce nuovi poveri, nuove disuguaglianze, più disperati, più crimine.

Il rapporto si pone dunque come ulteriore occasione di riflessione sul significato vero della pace e come sfida per i governi e la classe dirigente.

Al giorno d’oggi, le minacce alla pace non vengono da nemici esterni, da altri popoli. Vogliamo dirlo anche a chi vede gli sbarchi dei disperati sulle nostre coste come un’invasione o a chi ancora sostiene l’utilità del programma di acquisto dei cacciabombardieri F-35, quanto piuttosto dai fattori che minano la coesione sociale, che spezzano i legami all’interno delle comunità.

Su questo, non posso non richiamare le parole forti e nette con cui si è espresso papa Francesco l’11 giugno scorso, all’udienza generale in piazza San Pietro: Fabbricanti di armi, schiavisti e corrotti un giorno dovranno rendere conto a Dio!“.

Penso, ha detto ancora il Papa, rivolgendosi ai fedeli a coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre… Ma pensate, che mestiere è questo! Sono sicuro che se io faccio adesso la domanda: quanti di voi sono fabbricanti di armi? Nessuno, nessuno: perché questi non vengono a sentire la Parola di Dio. Questi fabbricano la morte, sono mercanti di morte, che fanno questa mercanzia di morte. Che il timore di Dio faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio”.
 

Approfondisci

Leggi il Rapporto (in inglese)

Dopo anni in declino la pace nel mondo (articolo tratto da www.avvenire.it)

Global peace index 2014. Una pace sfinita
close-modal
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR