I cento anni del card. Capovilla: gli auguri delle Acli

«Importa poco aver avuto ragione; importa l’essere vissuti fedeli; importa l’aver condiviso la sorte di Gesù, senza recriminazioni e lamenti». Sono parole del cardinal Loris Capovilla a cui oggi le Acli esprimono i loro calorosi e fraterni auguri nel giorno del suo centesimo compleanno. Il segretario di San Giovanni XXIII, testimone diretto di eventi storici nella vita della Chiesa, come l’avvio del Concilio Vaticano II, rappresenta un grande esempio di fedeltà e servizio per il rinnovamento della Chiesa e per la causa della pace.

Risuonano profetiche le considerazioni che espresse per le Acli in occasione del quarantesimo della Pacem in Terris, se rilette rispetto alla fragilità con cui la pace si mantiene oggi in mezzo a molteplici conflitti: «Rimane vero che per l’edificazione del tempio della Pace è necessario puntiglioso ardimento, ben più geniale che non occorresse a Michelangelo per sollevare verso il cielo la cupola della Basilica Vaticana, poggiata su quattro enormi pilastri».

«Mai come oggi– afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli – abbiamo bisogno di testimoni di pace e di speranza che come il cardinal Capovilla, sappiano compiere gesti di solidarietà, come quello che ha voluto per i suoi cento anni: incontrare un profugo in segno di condivisione con i profughi accolti a Sotto il Monte. Un gesto che è fulgido simbolo di un secolo di vita speso a servizio della Chiesa e del prossimo».

I cento anni del card. Capovilla: gli auguri delle Acli
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR