I nuovi veneti

L’11 gennaio scorso è stato approvato all’unanimità il nuovo statuto della Regione Veneto. A quarant’anni di distanza dal precedente, la Regione si è dotata di un nuovo testo fondamentale. 
Un nuovo statuto per nuovi veneti. Si parla anche di loro nel documento. Ma in che senso?

Nel 2004 il procedimento di modifica si andò a infrangere sull’articolo 8, che conteneva espressioni ostiche per la Lega. La norma affermava infatti che la Regione Veneto promuove «la partecipazione ai processi istituzionali dei cittadini stranieri residenti nel suo territorio».
Quel riferimento è sparito per sempre ma forse qualche frutto a distanza di tempo l’ha portato. Lo stesso Governatore Luca Zaia, quello del “prima il Veneto” e soprattutto del  “prima i Veneti”,  nel giorno dell’approvazione ha fatto affermazioni di un certo peso. «Ci sono elementi di modernità nello statuto e, tra questi, anche il riferimento ai nuovi veneti. Siamo di fronte a una norma (l’art. 5 ndr) che premia chi è legato alla nostra terra, sempre più multietnica, multireligiosa e multiculturale».

E ancora: «Non c’è alcuna allusione al sangue o alla razza, pensiamo anche a quegli stranieri che vivono qui da anni, lavorano con noi, hanno bambini che vanno alle nostre scuole. L’articolo 5 difende anche loro: anche i nuovi veneti sono veneti».

A questo punto vale la pena di leggere il testo dei due paragrai (5 e 6) più significativi dell’art. 5 per intero:

5. La Regione, ispirandosi ai principi di civiltà cristiana e alle tradizioni di laicità e di libertà di scienza e pensiero, informa la propria azione ai principi di eguaglianza e di solidarietà nei confronti di ogni persona di qualunque provenienza, cultura e religione; promuove la partecipazione e l’integrazione di ogni persona nei diritti e nei doveri, contrastando pregiudizi e discriminazioni; opera per la realizzazione di una comunità accogliente e solidale.

6. La Regione è impegnata a rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei suoi abitanti, impediscono il pieno sviluppo della persona e la partecipazione alla vita sociale ed economica della comunità; opera a favore di tutti coloro che, secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità, possiedono un particolare legame con il territorio, garantendo comunque ai minori i medesimi diritti. 

Speriamo che presto il legislatore nazionale completi l’opera di quello regionale facendo sì che questi minori «nuovi veneti» possano essere anche «nuovi cittadini italiani». 

I nuovi veneti
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Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR