I pontefici e le Acli: Pio XII

Alla morte di Pio XII (9 ottobre 1958) le parole del presidente nazionale Dino Penazzato furono di profonda e affettuosa riconoscenza per “il Papa dei lavoratori, che comprese, volle, fortemente amò le Acli, ne sostenne l’azione, ne stimolò la crescita” (Dino Penazzato, in Quaderni di Azione Sociale n. 5/1958).

Pio XII ebbe sempre un’attenzione particolare per le Acli, testimoniata

dalle udienze con le quali incontrò i dirigenti, gli alunni delle scuole centrali, i gruppi di aclisti;

dalla concessione del palazzo, di proprietà della Santa Sede, di via Monte della Farina n. 64, che divenne la sede nazionale delle Acli;

dai corposi sussidi offerti alla sede nazionale, e a innumerevoli circoli in tutta Italia.

Tutti sapevano, come attestava Luigi Civardi, che due persone difendevano le Acli in Vaticano: Pio XII e mons. Giovanni Battista Montini, futuro Paolo VI

Il discorso di Pio XII dell’11 marzo 1945 fu fondamentale per la storia del nostro movimento, perché, come lo stesso Pontefice riconoscerà 10 anni dopo, rappresentò il “pubblico riconoscimento della Chiesa alle Acli”.

Le Acli, appena nate, ebbero l’onore e il conforto di venire ammesse in udienza dal Santo Padre al termine del loro primo convegno nazionale (Roma, 9-11 marzo 1945) a cui parteciparono i delegati di tutte le province dell’Italia centro-meridionale allora liberate dall’occupazione tedesca, e nel quale si delinearono le strutture operative dell’associazione: la presenza nel sindacato attraverso l’organizzazione di categoria, la presenza sul territorio attraverso il circolo lavoratori, l’assistenza sociale, la ricreazione.

Nel discorso di Pio XII che si può dividere in tre parti, possiamo enucleare la vocazione delle Acli:

Motore di evangelizzazione nel mondo del lavoro

Vivaio delle virtù sociali

Promotore di giustizia

1. Le Acli sono innanzitutto cellule dell’apostolato cristiano moderno. Esse devono mantenere, coltivare e custodire nel mondo del lavoro il fondamento religioso e morale della vita. […] Di fronte al tentativodei nemici di Cristo (così sono definiti i socialcomunisti) di conquistare l’anima del lavoratore cristiano e distaccarlo dalla Chiesa e dalla religione, le Acli sono oggi un mezzo indispensabile di apostolato, anche là dove il nemico di Cristo non sembra ancora avere preso piede né dar segni speciali di movimento e di azione. Portate […] i principi della fede e una solida formazione cristiana nella vita religiosa e morale dei lavoratori e delle loro famiglie. Perciò bisogna impregnare ed animare di spirito cristiano tutto ciò che circonda l’operaio, il suo campo di lavoro, il suo focolare domestico e fino i suoi onesti svaghi.

2. Che cosa rappresentano le Associazioni dei lavoratori cristiani per le altre istituzioni operaie (mutue, cooperative, istituti di assicurazione)? Senza le virtù cristiane il ceto operaio diverrebbe nemico di se stesso. Nella lotta contro questo pericolo le Associazioni cristiane forniscono alle altre società e opere di assistenza delle classi lavoratrici un aiuto prezioso. Se infatti esse saranno il vivaio delle virtù sociali, della rettitudine, della fedeltà, della coscienziosità, procureranno alle altre istituzioni i loro migliori membri, i loro più sicuri dirigenti, uomini e donne, che sapranno suscitare e mantenere vivo lo spirito di responsabilità e di solidarietà, senza il quale nessuna mutualità, nessuna assicurazione può prosperare.

3. […] Il Sindacato e le Associazioni dei lavoratori cristiani tendono ad un fine comune, che è quello di elevare le condizioni di vita del lavoratore. I dirigenti del nuovo Sindacato unico hanno riconosciuto l’altissimo contributo spirituale che i lavoratori cattolici portano all’opera della Confederazione e hanno reso omaggio al soffio della spiritualità evangelica che essi infondono nella Confederazione stessa per il bene di tutto il movimento operaio. Piaccia a Dio che lo spirito del Vangelo costituisca veramente la base dell’azione sindacale! Poiché, in realtà, se non vogliamo contentarci di vane parole, in che cosa consiste praticamente questo spirito del Vangelo, se non nel fare prevalere i principi della giustizia, secondo l’ordine stabilito da Dio nel mondo, sulla forza puramente meccanica delle organizzazioni, l’amore e la carità sull’odio di classe? Voi comprendete così quale importante dovere ed ufficio d’impulso, di vigilanza, di preparazione e di perfezionamento spetta alle Acli nei riguardi del lavoro sindacale.

(Discorso di Pio XII ai partecipanti al I Convegno Nazionale Acli – Roma, 11/3/1945)

I pontefici e le Acli: Pio XII
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