I segni dei tempi: lo Spirito di Dio avanza nella storia

Il Concilio Vaticano II ci ha insegnato a leggere i segni dei tempi suscitati dallo Spirito per mostrarci il regno di Dio che avanza nella storia degli uomini.
I farisei e i sadducei, per mettere alla prova Gesù, gli chiedono un segno dal cielo. Gesù risponde loro: «Quando si fa sera, voi dite: “Bel tempo, perché il cielo rosseggia”; e al mattino: “Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo”. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi? Una generazione adultera e malvagia pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona» (Mt 16,2-4).
Chiedere un segno dal cielo è desiderare la salvezza che viene da Dio, riconoscerlo vuol dire essere consolati dalla presenza di Dio nella storia. Dio però vuole la sincerità del cuore e a coloro che lo mettono alla prova presenta il segno di Giona, che predicò la conversione ai pagani e li convinse del loro peccato, per cui fecero penitenza (Gn 3,1-10).
Già il salmista era convinto che «è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo, è meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti» per leggere il segno del suo tempo: «la pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo. Questo è stato fatto dal Signore: una meraviglia ai nostri occhi» (Sal 118,8-9.22-23).
Il Concilio, frutto dello Spirito, ha provato a riflettere sulla chiesa dei poveri, secondo l’indicazione di papa Giovanni XXIII («In faccia ai paesi sottosviluppati la Chiesa si presenta quale è, e vuol essere, come la Chiesa di tutti, e particolarmente la Chiesa dei poveri» radiomessaggio del 11 settembre 1962), ma su questo punto non è riuscito a prendere una direzione chiara che potesse essere di aiuto per i nostri tempi.
Eppure, è sempre più urgente leggere il segno dei tempi dei poveri che avanzano nella storia con la dignità di chi chiede semplicemente di essere riconosciuto come persona. Pellizza da Volpedo ci ha mostrato questo nel bellissimo e suggestivo quadro inizialmente intitolato Il cammino dei lavoratori e oggi noto come Il quarto stato.
Per leggere i segni dei tempi occorre entrare in sintonia con il sentire di Dio. Non basta la conoscenza razionale dei problemi degli uomini: è necessario sentirsi colpire le orecchie e il cuore dal grido che si alza dai piccoli e poveri per riconoscere in loro la vicinanza del Signore. Se vogliamo essere con Dio, da cristiani, lo dobbiamo cercare presso coloro cui Lui è vicino e lasciare che lo Spirito trasformi il nostro cuore di pietra in un cuore di carne (Ez 36,25-27).
Lì troveremo anche tutti quegli uomini e donne di buona volontà che sentono nel loro cuore il medesimo grido e si mettono al servizio degli uomini che soffrono. Nell’agire comune che pone al centro la dignità dei piccoli e dei poveri, si potrà così sviluppare un dialogo sincero tra cristiani e credenti in altre fedi o nell’uomo, per diventare tutti più degni del nome di uomini e donne.
Questa è la via della vita che lo Spirito ha rinnovato nel Concilio e che ancora oggi ci interpella come coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in praticani secondo l’invito di Gesù alla fine del discorso delle beatitudini: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia» (Mt 7,24).

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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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