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IV Domenica di Quaresima - Domenica 26 Marzo 2017
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Democrazia e sirene digitali

  • Scritto da  Fabio Cucculelli


La rete può minare la democrazia? Il web può cambiare il modo di fare politica?

L’approccio pessimista sotteso alla prima domanda e l'approccio ottimista, presente nella seconda, sono smentiti dalla realtà. La rete offre una possibilità per i cittadini, è un’occasione per guardare l’azione politica, per esercitare una sorta di azione di sorveglianza, per accedere ai documenti politici fondamentali (es. atti parlamentari); può favorire una democrazia diretta e la crescita del confronto, elemento essenziale, come già Pericle indicava agli ateniesi"Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia".

Risulta interessante riflettere la democrazia digitale attraverso un approccio critico, come ha spiegato Sara Bentivegna nell’ambito di un seminario organizzato dalla rivista Paradoxa sul tema dell’e-democracy. Per analizzare il rapporto tra democrazia e rete è necessario tenere presenti almeno due ambiti:

1. La comunicazione

il web cambia il nostro modo di fare comunicazione e bisogna capire come possa garantire, in ambito politico, una maggiore pluralità dando la possibilità a nuovi soggetti di prendere la parola, a tutti i livelli, portando precise istanze. Se guardiamo al panorama politico italiano notiamo come soprattutto due formazioni politiche utilizzano il web in modo significativo. Il Movimento 5 Stelle ed il PD. Il M5S, che senza dubbio deve molte delle sue fortune al web, sta usando la rete in modo ideologizzato, alterandone il significato. Infatti il blog di Grillo è gestito in modo verticistico, con veti e censure. In sostanza si usano le potenzialità delle tecnologie digitali a basso livello perché si consente di commentare ma non di interagire. Il Pd invece sembra mostrare un uso della rete più capace di coinvolgere gli elettori e di avvicinare i cittadini, ma ad un livello ancora insufficiente e poco organizzato. Viceversa il formato comunicativo di Twitter e Facebook non si attaglia a figure come quella di Berlusconi che tende al monologo anziché al dialogo. Il Cavaliere infatti ha basato la sua fortuna elettorale sulla comunicazione mass mediatica tradizionale che non prevede il coinvolgimento dei cittadini, ridotti solo al ruolo di fruitori.

2. La partecipazione organizzata

la rete può essere molto utile per organizzare le forme di militanza e partecipazione dei sostenitori su alcune questioni specifiche. Questa è stata la forza del M5S che ha anche realizzato una sorta di ibridizzazione organizzativa tra presenza nella rete e nella piazza. Si assiste ad una sorta di azione collettiva individualizzata. Mentre prima la partecipazione si esprimeva nelle forme dell’azione collettiva, oggi assume forme individualizzate, meno continuative nel tempo. La partecipazione su web tende a toccare questioni specifiche e particolareggiate che non tengono conto di una visione complessiva. Questa è stata la forza del M5S che ha anche realizzato una sorta di ibridizzazione organizzativa tra presenza nella rete e nella piazza. Si assiste ad una sorta di azione collettiva individualizzata. Mentre prima la partecipazione si esprimeva nelle forme dell’azione collettiva, oggi assume forme individualizzate, meno continuative nel tempo. La partecipazione su web tende a toccare questioni specifiche e particolareggiate che non tengono conto di una visione complessiva. 

Ultima modifica: Mercoledì, 04 Dicembre 2013 16:26
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