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21-28 maggio 1983: la Marcia Palermo Ginevra

  • Scritto da  Simone Cittadini


Le Acli, fin dalla loro origine, sono sempre state in prima fila sui temi della pace, della giustizia, rivendicando per tutti i popoli il diritto a una vita buona e a uno sviluppo sostenibile.

Una tappa indimenticabile di questo lungo cammino di pace delle Acli è stata la Marcia della Pace Palermo-Ginevra del 1983.

Per inquadrare meglio il momento storico bisogna considerare che nel 1981 era diventato presidente degli Stati Uniti il repubblicano Ronald Reagan, che, in politica estera, intensificò il programma di armamento in funzione anti-sovietica, finendo, inevitabilmente, per coinvolgere anche i Paesi aderenti alla Nato, tra cui il nostro.

Il Consiglio dei ministri del governo Spadolini decise di installare a Comiso, in provincia di Ragusa, una base Nato con 112 missili Cruise a testata nucleare.

Questo provvedimento provocò la protesta di tutti i movimenti pacifisti d’Europa, che sfociò in una grande manifestazione unitaria che si svolse il 4 aprile 1982 proprio a Comiso e a cui le Acli diedero un fondamentale contributo.

Questo l’indispensabile antefatto storico che spiegava la decisione delle Acli di far partire l’imponente marcia della pace proprio dalla Sicilia.
La destinazione finale era Ginevra, dove i rappresentanti di Usa e Urss erano impegnati nella difficile trattativa sul disarmo nucleare.

"Una marcia di 2.000 Km comincia sempre con un passo. Proponendo a tutte le forze di pace di andare a Ginevra, sappiamo che c’è un’ enorme distanza tra la speranza di pace e la realtà dei conflitti. Il nostro è un passo piccolo, però siamo convinti che si muove nella direzione giusta. […]

Per la sua stessa configurazione l’iniziativa non si presta a versioni strumentali. Noi andiamo a Ginevra perché lì troviamo tutte e due le superpotenze impegnate nel negoziato. Finora il movimento della pace in Occidente è stato spesso accusato di unilateralità perché si rivolgeva, di fatto, ad una parte sola. Noi diciamo no a tutti i missili, da chiunque dislocati dagli americani e dai sovietici, all’Est come all’Ovest. (dalla conferenza stampa di presentazione della marcia Palermo-Ginevra del presidente nazionale Domenico Rosati, 30 aprile 1983)"

La carovana partì da Palermo il 21 maggio e percorse tutto lo stivale. Le tappe di questo Giro d’Italia pacifista furono:

  • 21 Maggio: Palermo – Manifestazione di apertura: “A Ginevra per la pace e il negoziato contro ogni missile”
  • 22 Maggio: Catanzaro – I Tappa: “Lo sviluppo dei popoli è il nuovo nome della pace”
  • 23 Maggio: Caserta – II Tappa: I giovani dicono no alla camorra per costruire la pace”
  • 24 Maggio mattino: Roma – III Tappa: “Finché si tratta non si combatte”
  • 24 Maggio pomeriggio: Firenze – IV Tappa: "La pace è possibile. L’esempio di La Pira”.
  • 25 Maggio: La Spezia – V Tappa: “Armi: nuovo modello di sviluppo?”
  • 26 Maggio: Milano – VI Tappa: “Il dialogo via della pace”
  • 27 Maggio: Torino – VII Tappa: Il movimento operaio e la pace”
  • 28 Maggio: Ginevra – Consegna dell’appello In dialogo per la pace

"Chiediamo alle due superpotenze nucleari gli Usa e l’Urss di impegnarsi per concludere rapidamente e positivamente le trattative in corso a Ginevra sul problema degli euro-missili, in modo da realizzare nuove condizioni generali per un processo di disarmo, unica vera garanzia della pace e dello sviluppo.

Siamo cittadini di un Paese che ha ripudiato il ricorso alla forza per la soluzione di controversie internazionali e lo ha scritto nella propria Costituzione. […]

Noi non siamo portatori di una proposta tecnica per la conclusione della trattativa, ma rechiamo una forte sollecitazione morale e politica, convinti come siamo che il fallimento del dialogo di Ginevra scatenerebbe per l’intera umanità una fase di rischio alla soglia della catastrofe. […]

Noi siamo tra quelli che ritengono ancora possibile, e quindi necessario, lavorare per passare a scala mondiale da un’economia di guerra ad un’economia di pace: per eliminare cioè i fattori che determinano lo squilibrio tra nord e sud con le sue conseguenze drammatiche e per affermare ordinamenti politici nei quali non siano più consentite le violazioni dei diritti umani e civili che ancora oggi denunciamo in tutte le parti del mondo.[…]

E siamo convinti che la pace non si stabilirà e non si manterrà senza che se ne adottino i mezzi e che il mezzo per eccellenza è assumere un atteggiamento di dialogo.

Per questo abbiamo pensato non fosse inutile proporre a migliaia di lavoratori e di giovani di darsi appuntamento in un luogo significativo del mondo – oggi Ginevra – per affermare questa speranza e per esprimere questa volontà". (dall’appello In dialogo per la pace, 28 maggio 1983)

Per saperne di più sul lungo cammino di pace delle Acli dal 1945 a oggi è possibile consultare l’Archivio storico delle Acli nazionali

Ultima modifica: Mercoledì, 21 Maggio 2014 10:22
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