Sull’immigrazione ignoranza pericolosa

Lunedì 3 settembre Vladimiro Polchi su La Repubblica, in un articolo dal titolo “Immigrati? Troppi e pigri. In un test i nostri falsi miti”, ci ha riferito che gli italiani in genere sono gravemente ignoranti sulla reale condizione degli immigrati nel nostro Paese.

Polchi ha tratto lo spunto dalla pubblicazione di una ricerca della Fondazione Leone Moressa che ha voluto testare il grado di aggiornamento in materia degli italiani intervistando un campione di 600 persone. Un disastro! Prima di tutto molti non hanno proprio idea di quanti siano gli stranieri presenti in Italia, né i regolari né quelli che sbrigativamente vengono definiti i “clandestini”.
Non parliamo poi delle idee che alcuni si sono fatti sulla condizione lavorativa, abitativa, economica degli immigrati: le difficoltà e i problemi che devono affrontare quotidianamente non sembrano essere minimamente immaginati dagli italiani.A leggere l’articolo per intero (vedi allegato a sinistra), viene in mente il famoso quadro del Botticelli nel quale il pittore cerca di descrivere il meccanismo della Calunnia (l’immagine qui in alto). In esso è raffigurato il Re Mida – si direbbe un evidente riferimento al potere economico – nel ruolo di cattivo giudice che viene consigliato da Ignoranza e Sospetto. Il fenomeno migratorio nel nostro Paese, oltre alla sua propria complessità, deve anche fare i conti con questo nefasto processo: la falsa informazione facilmente conduce non solo a giudizi erronei ma anche a comportamenti sociali e provvedimenti istitzionali marcatamente discriminatori.Di chi la responsabilità di tutto questo? Certo molta parte l’hanno i cattivi informatori. Concorda su questo il 75% degli intervistati. Oltre ai mass media, a disinformare ci si mettono d’impegno anche molti politici che cavalcano questa ignoranza a fini elettorali.Ma il sospetto di un facile scaricabarile è forte. Anche perché spesso assistiamo al penoso spettacolo di persone disinformate che comunque non si astengono dall’emettere giudizi gravemente offensivi e discriminatori nei confronti degli immigrati. Vale quindi la pena di ribardire che anche il semplice cittadino non può sentirsi esonerato dal compito di farsi un’idea personale attendibile e il più possibile aderente alla realtà sulle condizioni di vita di chi gli sta accanto (cristianamente, potremmo dire “del suo prossimo”). A questo serve l’incontro e l’ascolto tra persone, magari sospendendo per un attimo il giudizio.

Sull’immigrazione ignoranza pericolosa
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR