Il compenso sportivo dei dilettanti non fa reddito

Dalla certificazione rilasciata da una società sportiva dilettantistica relativa agli importi erogati nel 2013, mio figlio risulta aver ricevuto, per l’attività sportiva praticata, premi partita per 3.400 euro e rimborsi pari a 1.300 per spese sostenute in occasione di trasferte fuori dal Comune di residenza. Su detti importi non è stata operata alcuna ritenuta. Non essendo titolare di altri redditi, mio figlio può essere considerato ancora a mio carico?

La risposta è positiva: il figlio può essere considerato “familiare fiscalmente a carico”.

Ai sensi infatti dell’art. 69, comma 2, del Tui, le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari, i premi e i compensi annui di importo non superiore a 7.500 euro, non concorrono a formare il reddito dell’atleta dilettante, non sono assoggettati a tassazione, e di conseguenza non vanno esposti in dichiarazione.

Il suddetto articolo dispone, inoltre, che nemmeno i rimborsi relativi a spese documentate di vitto, alloggio e trasporto sostenute dallo sportivo dilettante in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale concorrono alla formazione del reddito.

 

Per informazioni: www.caf.acli.it

Il compenso sportivo dei dilettanti non fa reddito
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR