Il domani di Terra Futura

Quella del 2013 è stata la decima edizione di Terra Futura. In questi dieci anni molto è cambiato. Le questioni su cui Terra Futura è nata sono più vive e urgenti che mai. Tuttavia, Terra Futura ha dovuto fare i conti anche con elementi di sostenibilità dell’evento, tanto di carattere economico quanto di tenuta della formula. Per questo, i partner che hanno dato vita a questa iniziativa hanno deciso che era necessario chiudere un ciclo decennale, per avviare un percorso di riflessione…

Questo in estrema sintesi il contenuto del comunicato sottoscritto dai partner che hanno dato vita e promosso le dieci edizioni di Terra Futura – Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Legambiente, Adescoop – conclusesi nel 2013 alla Fortezza da Basso di Firenze.

Di seguito il comunicato integrale

OLTRE TERRA FUTURA

Quella del 2013 è stata la decima edizione di Terra Futura. Un percorso nato all’indomani del primo Social Forum Europeo di Firenze, per unire teoria e pratica. Da una parte una riflessione sulle grandi sfide che il pianeta si trovava ad affrontare, dall’altra le buone pratiche di chi dal basso sperimenta quotidianamente soluzioni concrete. Ma in questi dieci anni Terra Futura è stato molto di più: un luogo di incontro tra cittadini, imprese, amministratori locali, esperti e curiosi. Ancora, un momento per tenere insieme il livello locale, quello nazionale e quello internazionale.

In questi dieci anni molto è cambiato. Diverse questioni su cui Terra Futura è nata sono più vive e urgenti che mai. Pensiamo alla necessità di ripensare ai modelli di consumo; a una finanza che ha perso di vista il proprio ruolo di strumento al servizio della società; ai problemi ambientali e ai cambiamenti climatici; e l’elenco potrebbe continuare.

Nello stesso momento, nuove sfide e un mondo in continua e rapida evoluzione ci impongono di riflettere sul percorso fatto fino a oggi, sull’aumento delle disuguaglianze non più solo tra Nord e Sud del mondo, ma prima ancora all’interno delle nostre società, fortemente sollecitate da una crisi di cui ancora non si vede la fine. Non basta riflettere sui nostri consumi, ma dobbiamo interrogarci sui modelli di produzione, su quali beni e servizi siano necessari nel prossimo futuro, su quali forme di economia, di politica, di società, vogliamo provare a costruire con il nostro agire quotidiano. Ancor prima, dobbiamo capire come portare queste tematiche nell’agenda politica e come renderle prioritarie a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale alle istituzioni europee e internazionali.

Terra Futura, nei suoi 10 anni di vita, è stato uno dei pochi luoghi dove questi temi hanno trovato cittadinanza e una elaborazione originale, anche in virtù delle diverse esperienze e ispirazioni che hanno animato i partner che l’hanno promossa.

Tuttavia, Terra Futura ha dovuto fare i conti anche con elementi di sostenibilità interna dell’evento, tanto di carattere economico quanto di tenuta della formula: il difficile equilibrio fra la parte fieristica e quella culturale ha subito il logoramento del tempo e il riverbero degli effetti della crisi sull’impegno di enti pubblici e del privato sociale. I primi elementi di crisi del format ci sono apparsi visibili e abbiamo ritenuto che fosse meglio affrontarli adesso, con una riflessione a tutto
tondo per definirne le possibili evoluzioni, piuttosto che lasciarli maturare e doverli subire. Terra Futura è, ancora all’altezza della sua decima edizione, un evento vitale, denso di pensiero innovativo e di potenziali sviluppi positivi: questo è il momento migliore per fermarci, riflettere e cercare nuove strade.

Per questi motivi i partner che hanno dato vita e promosso Terra Futura hanno deciso che dopo l’edizione che si è svolta a maggio 2013 alla Fortezza da Basso di Firenze era necessario chiudere un ciclo decennale, per avviare un percorso di riflessione. Un percorso partecipato, che parta dal basso, dai territori, che sappia intercettare e coinvolgere anche altri partner e soggetti sociali, per capire tutti insieme se e in che direzione andare, per non disperdere ma anzi valorizzare l’esperienza costruita in questi dieci anni.

Si è quindi deciso di dichiarare conclusa l’esperienza di Terra Futura, proponendo di avviare una fase riflessiva e di elaborazione comune, con i tanti espositori, relatori, visitatori che hanno dato vita a questi straordinari dieci anni, per provare ad immaginare, tutti assieme, una nuova e diversa esperienza che, ripartendo da quanto costruito in questi dieci anni, sia in grado di raccogliere e rilanciare le sfide del futuro. Chiederemo a tutti coloro che ci hanno seguito o incrociato in questi anni di interloquire con noi, di stimolarci a costruire una diversa occasione di lavoro, di esprimersi su altre proposte di impegno per un mondo diverso di cui ancora sentiamo un urgente bisogno.

Nelle prossime settimane assieme al mondo culturale che ha promosso Terra Futura, con i componenti del comitato scientifico che ha lavorato in questi anni e con gli Enti Locali che l’hanno sostenuta, inizieremo a delineare questa nuova strada e stabiliremo momenti di confronto e di riflessione su nuove idee e stimoli che possano aiutarci oggi nelle riflessioni e nello sviluppo di azioni concrete per il cambiamento.

Per proposte e riflessioni potete contattarci all’indirizzo: oltreterrafutura@fcre.it

Fondazione Culturale Responsabilità Etica
ACLI
ARCI
Caritas Italiana
CISL
Fiera delle Utopie Concrete
Legambiente
Adescoop

Il domani di Terra Futura
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Fonte UNHCR
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