Il Fiscal Compact: cos’è e cosa prevede

Si chiama Fiscal Compact anche se, in realtà, bisognerebbe chiamarlo più congruamente “Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance dell’Unione Economica e monetaria”.

Approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 paesi dei 27 stati membri dell’Ue (con l’eccezione del Regno Unito della Repubblica Ceca) ed entrato in vigore il 1° gennaio 2013, è un accordo che prevede una serie di norme comuni e vincoli di natura economica che hanno come obbiettivo il contenimento del debito pubblico nazionale di ciascun paese. In particolare, tra i vincoli imposti dal Fiscal Compact spicca l’obbligo di ridurre al 60% dell’incidenza del debito pubblico sul Pil lungo un arco di vent’anni a partire dal 2015; un impegno particolarmente oneroso.

L’Irlanda è l’unica nazione che ha sottoposto a referendum popolare l’accordo sul patto di bilancio europeo: con un’affluenza alle urne del 50%, il 60,3% degli elettori irlandesi si è espresso per l’approvazione del vincolo europeo, mentre il 39,7% lo ha respinto. L’Italia ha ratificato il Fiscal Compact con la legge n. 114 del 23 luglio 2012.

Pur essendo composto da soli 16 articoli, il Fiscal Compact è un trattato molto complesso sia per la sua natura di accordo intergovernativo sia per la pesantezza delle richieste di disciplina fiscale che impone agli stati. Infatti, non ha ricadute solo in ambito fiscale ma, ha un impatto anche sulle istituzioni e procedure dell’Unione Europea.

Il Dossier n.7 realizzato dalla Fondazione “Achille Grandi” per il Bene Comune ricostruisce le origini del Fiscal Compact e le misure previste, che proprio in questi giorni hanno spinto un gruppo di economisti e accademici di diversa formazione ad avviare una raccolta di firme affinché l’Italia esca dal Fiscal Compact.

Il Fiscal Compact: cos’è e cosa prevede
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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