Il futuro della terra come bene comune: l’impegno delle Acli

Si è concluso questa mattina all’Expo di Milano alla Cascina Triulza, il Seminario internazionale delle Acli, con una tavola rotonda su “Politiche sociali europee, mercati e accordi internazionali: il futuro della terra come bene comune”. I lavori si sono aperti con gli interventi dei due vicepresidenti della Federazione Acli Internazionali (Fai) Giuseppe Rauseo e Michele Consiglio che è anche responsabile dipartimento Politica estera e Relazioni internazionali Acli. Consiglio ha ricordato come questo seminario ha affrontato le tante sfaccettature del lavoro agricolo in una dimensione internazionale.

Michele Zannini, presidente di Acli Terra ha osservato che il comparto agricolo non può essere lasciato alla logica del puro mercato, ma servono precise scelte politiche per raggiungere la sovranità alimentare.

Luca Jahier, presidente del Terzo gruppo del Comitato economico e sociale europeo (Cese), ha rilevato che l’Europa sta recuperando il modello familiare d’impresa, molto diffuso in agricoltura e di cui tiene conto la riforma della pac.

Andrea Olivero, viceministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, ha ricordato che l’integrazione al reddito agricolo è presente non solo in Europa e che vent’anni di globalizzazione in agricoltura hanno portato all’abbandono di una grande quantità di terre coltivabili.

Ha chiuso i lavori Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli e presidente della Fai, che ha affermato che molti dei temi di questo seminario internazionale delle Acli saranno oggetto di dibattito e di ulteriore approfondimento, nel percorso congressuale che si sta per aprire nelle Acli.

Il futuro della terra come bene comune: l’impegno delle Acli
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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