Il futuro è sociale: diamo forza al welfare

Continua il percorso “Il futuro è sociale” in più tappe promosso, tra i tanti, dalle Acli e dal Forum del Terzo settore per migliorare il welfare in vista dell’approvazione della legge di stabilità 2016.

Nei Paesi dove c’è più welfare c’è più crescita e sviluppo.

Con questa inziativa i promotori chiedono:

un Paese più giusto e solidale, a partire dal rispetto verso coloro che più stanno pagando i costi della crisi e che rischianodi non avere più diritto ai propri diritti

una rete di politiche e servizi per l’infanzia, gli anziani, le famiglie, per la lotta a ogni forma di esclusione e povertà perché la fiducia e la voglia di investire sul futuro riparte se si realizza insieme a tutta la comunità.

Ecco le 5 proposte che il “Il futuro è sociale” sottopone al Parlamento e al Governo:

1. Investire nel welfare. Da Sud a Nord

Si costruisca insieme, istituzioni e forze sociali, un piano nazionale che superi i tanti e diseguali sistemi regionali e si stanzino risorse certe e stabili (praticamente dimezzatesi negli anni di crisi), che insieme al Fondo politiche sociali arrivino gradualmente in alcuni anni a un incremento complessivo dello 0,9% di Pil (15 mld di euro), senza tagliare altre risorse ai Comuni, per sostenere:

la lotta alla povertà assoluta attraverso una misura attiva quale il Reis (Reddito di inclusione sociale)

l‘infanzia e adolescenza

la disabilità e nonautosufficienza, vincolando la sanità all’integrazione sociosanitaria

l‘immigrazione: asilo, integrazione, cittadinanza

le famiglie

2. Garantire livelli essenziali delle prestazioni

Si costruisce dignità, si rispetta la Costituzione e non si sprecano i soldi solo definendo e rendendo esigibili i livelli essenziali delle prestazioni. Bisogna dare obiettivi a ogni servizio, adottando adeguati strumenti di verifica, monitoraggio, controllo. Inoltre occorre mettere in rete le innovazioni che già si realizzano sul territorio.

3. Far crescere il lavoro sociale

Riconoscere il lavoro sociale garantisce un welfare migliore e nuova occupazione. Serve aiutare le famiglie nel ricorso al lavoro di cura o educativo regolare anche prevedendo maggiori detrazioni e agevolazioni fiscali (“social bonus”).

4. Partecipare alla programmazione e all’organizzazione nazionale e locale del welfare

Volontariato, associazionismo e imprenditorialità sociale siano partner attivi delle politiche pubbliche, non semplici fornitori al costo più basso possibile e con ritardi nei pagamenti. Istituzioni e Terzo settore devono promuovere insieme una reale partecipazione delle persone e della comunità nella programmazione, progettazione, realizzazione, monitoraggio verifica dei servizi.

5. Trasparenza

Partecipazione, trasparenza ed eticità sono la vera lotta contro ogni forma di spreco, di speculazione, di corruzione, di clientelismo e di finto Terzo settore. L’impegno alla trasparenza riguarda tutti gli attori coinvolti, quindi anche le pubbliche amministrazioni.

 

Il futuro è sociale: diamo forza al welfare
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 3.081
Fonte UNHCR