Il giubileo dei lavoratori: 18 marzo 1984

L’incontro dei lavoratori cristiani con Giovanni Paolo II per il Giubileo dei lavoratori del 18 marzo 1984 è stato un momento importante dell’esperienza delle Acli. L’ultima volta che i lavoratori si erano presentati a S.Pietro per ricevere la benedizione apostolica, tre anni prima in occasione dell’anniversario della Rerum Novarum, era stato il cardinale Casaroli a dover leggere il messaggio del Papa, che proprio pochi giorni prima, il 13 maggio 1981, aveva subito il grave attentato di Alì Agca.

Il 18 marzo 1984, invece, nemmeno la pioggia torrenziale fermò gli oltre 25.000 lavoratori cristiani, 10.000 dei quali aclisti, convenuti a Roma da ogni parte d’Italia e d’Europa per celebrare il Giubileo dei lavoratori. Indubbiamente l’associazionismo fu il protagonista dell’incontro, che il presidente delle Acli Domenico Rosati così definì sulle pagine di Azione Sociale:

“Un incontro insieme di gioia popolare e di riflessione sulla situazione e sulle prospettive del lavoro. […] La Chiesa si fa segno nel mondo anche quando il segno entra in contraddizione oggettiva con le convenienze di un mondo che si affida troppo a meccanismi economici che non possono e non debbono violentare la persona umana”. (Azione Socialen.8 del 22 marzo 1984).

A mezzogiorno il Pontefice tenne il discorso dell’Angelus davanti alla folla dei lavoratori cristiani, lanciando un messaggio molto accorato di solidarietà e di speranza per la risoluzione dei problemi legati al mondo del lavoro. Giovanni Paolo II nella sua riflessione si soffermò a lungo sul significato del lavoro che, quando pone al suo centro la persona, è strumento di santificazione per chi lo compie, come lo fu per San Giuseppe e Gesù Cristo nella sua vita terrena:

«La vera santità implica insieme il proposito di realizzare la “città dell’uomo”, cioè la famiglia, la cultura, il lavoro, l’economia, la politica, i rapporti internazionali, in modo che l’uomo viva secondo quella dignità essenziale ed inalienabile di creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio».

L’altro grande tema, patrimonio anche questo della ricerca aclista, fu il cambio d’epoca, dei soggetti del cambiamento e della progettualità, argomenti già presenti, peraltro, nell’enciclica Laborem exercens (settembre 1981)

“Di fronte alla rivoluzione tecnologica bisogna mettere in opera grandi capacità di studio e di progettazione, di sperimentazione e di innovazione. Se l’inarrestabile progresso tecnico può determinare, per un certo verso, dei limiti alla libertà dell’uomo, bisogna però riconoscere che esso offrirà nuove e più ampie possibilità che devono essere responsabilmente vagliate”.

Nel pomeriggio il Papa ricevette i lavoratori in una gremitissima sala Nervi, dove si succedettero alcuni interventi, tra cui quello della dirigente delle Acli-Colf Rina Mele, che mise in evidenza i grandi temi sviluppati dal movimento negli ultimi anni: il cambio d’epoca, la nuova organizzazione del lavoro, la disoccupazione, il problema del disagio dei giovani particolarmente colpiti da questa crisi. La giornata si concluse con il saluto del Papa, che poi scese nella sala per stringere le mani delle centinaia di persone che si protendevano dalle transenne.

Per reperire ulteriori notizie sul Giubileo dei lavoratori è possibile consultare l’Archivio Storico delle Acli Nazionali.

Il giubileo dei lavoratori: 18 marzo 1984
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