Il lavoro intermittente

Mi è stato detto che esiste una tipologia di lavoro definita “intermittente”: cosa significa in concreto ?

Mediante il contratto di lavoro intermittente un lavoratore si rende disponibile a svolgere una determinata attività nei confronti di un datore di lavoro, che deciderà quando utilizzare tale prestazione nei limiti e secondo alcune condizioni fissate dalla legge. Si tratta, quindi, di una forma di lavoro subordinato caratterizzata da prestazioni lavorative discontinue.

Esistono due diverse tipologie, a seconda che ci sia, o non ci sia, il vincolo del lavoratore a rispondere a ogni “chiamata” del datore di lavoro o meno.

Nel contratto a chiamata con obbligo di risposta il lavoratore si pone a disposizione e si impegna a fornire la prestazione lavorativa ogni qualvolta il datore la richieda, nel rispetto dei termini minimi di preavviso forniti dalla legge o dal Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) e secondo le modalità comunicative previste.

Al lavoratore, nei periodi in attesa di lavoro, è riconosciuta un’indennità di disponibilità mensile stabilita dal contratto collettivo di riferimento, oppure, in via sostitutiva, fissata dal Dm. del 10 marzo 2004 “in misura non inferiore al 20% della retribuzione”.

Per quanto riguarda le giornate di lavoro effettivamente prestate, la retribuzione corrisposta è pari a quella di un lavoratore dipendente, con maturazione di mensilità aggiuntive, ferie e trattamento di fine rapporto.

Nel contratto a chiamata senza obbligo di risposta il lavoratore, viceversa, è libero di rispondere alla chiamata del datore di lavoro: in questo caso il lavoratore non ha diritto a ricevere l’indennità di disponibilità, e la sua retribuzione è costituita unicamente da quella contrattuale maturata durante i periodi di lavoro effettivamente prestato.

Per informazioni www.patronato.acli.it

 

Il lavoro intermittente
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Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR