Il mistero del regno di Dio

Il regno di Dio è una esperienza misteriosa della presenza del Signore che ha bisogno di metafore per poter essere detta. Non si può parlare direttamente del Regno, poiché è presenza di Dio tra gli uomini. Anche Gesù, per farci comprendere qualcosa di questo mistero, ce lo illustra mediante paragoni e parabole che spingono la nostra intelligenza a interrogarsi sulla realtà del regno di Dio.

Il primo paragone del brano vuole indicare la vitalità originaria del Regno: esso non ha bisogno delle cure dell’uomo, perché una volta gettato nella storia vive di vita propria e giunge a maturazione piena, come il seme.

Il contadino non conosce, oggi come allora, nonostante tutta la scienza attuale, la vera dinamica di crescita del seme. Allo stesso modo, l’uomo vede il regno di Dio avanzare nella storia e riesce a comprenderne la dinamica originaria e feconda solo per la rivelazione di Gesù, cogliendone lo sviluppo e i frutti di pace e di giustizia.

Gesù ci parla del regno di Dio perché ha fiducia nella capacità degli uomini di comprendere mediante piccole storie che parlano al cuore di ciascuno. Ai discepoli che lo seguono, Gesù spiega ogni cosa: l’esperienza diretta con lui, che annuncia e vive il mistero del  Regno che viene, permette loro di entrare nelle dinamiche del regno di Dio.

Il Regno è dunque una realtà piccola che si sviluppa in modo così grande, da poter diventare un luogo abitabile così che tutti vi possono costruire la propri dimora.

Il Regno è il luogo ospitale per eccellenza, perché Dio è ospitale nei confronti dell’uomo che ha creato. Questa ospitalità si manifesta nel servizio della creazione alla vita dell’uomo, originaria gratuità di Dio che dona le condizioni di possibilità della vita dell’uomo, affidate agli uomini e alle donne di tutti i tempi affinché possano condividerle nella giustizia e nella pace e trasmetterle integre alle generazioni future.

 

14 giugno 2015 – XI Domenica Tempo Ordinario – Anno B

Marco 4,26-34

In quel tempo, Gesù 26 diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; 27 dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme ger­moglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. 28 Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; 29 e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

30 Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? 31 È come un granello di senape che, quando viene semi­nato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; 32 ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

33 Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. 34 Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

 

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Il mistero del regno di Dio
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