Il perdono di Gesù

La liturgia ci invita a meditare su come affrontare il conflitto con il peccatore per giungere fino al perdono.

Gesù propone un “che fare” quando qualcuno commette una colpa nei confronti di un altro fratello della comunità. E’ questione di sapienza sapere cosa fare. La prospettiva di Gesù è quella di non mettere con le spalle al muro il fratello, ma trovare un modo che gli permetta di superare la vergogna della propria colpa, così che non abbia motivi per non riconoscerla.

Dunque il primo passo è un clima amichevole, che affronta la questione fra i due diretti interessati. Sappiamo però che spesso, se non c’è un’attenzione reciproca alla parola dell’altro, non si giunge così facilmente ad un riconoscimento della propria colpa.

Per questo è necessario passare a una dimensione più comunitaria dove le persone coinvolte possano partecipare al processo in modo tale da aiutare il colpevole a riconoscere ciò che ha fatto e a colui che ha subito la colpa a trovare una via per il perdono.

Se  anche questo processo non porta a risultati è la comunità nel suo complesso che deve farsi carico del fatto che colui che non riconosce la propria colpa non è più degno di vivere come un fratello, proprio perché rompe quel patto che unisce la comunità cristiana: vivere da fratelli sapendosi salvati da Gesù. Non abbiamo nulla da difendere se non l’amore reciproco e la verità della vita che ci viene da Dio.

Trattare uno come un pagano e un pubblicano, a prima vista, può essere considerato come una diminuzione nella considerazione del fratello che non riconosce la propria colpa. Tuttavia Gesù ci ha invitato ad amare con compassione proprio il nemico, colui che non consideriamo nostro fratello, che non sentiamo vicino a noi e che ci minaccia. L’invito di Gesù è quindi per un amore che si fa amore per i nemici.

Invece chi trova un accordo su come perdonare una colpa, e chiederà al Signore l’aiuto per cercare la via della fraternità, costoro possono essere certi che il Signore li sosterrà nella non facile via della riconciliazione.

 

7 settembre 2014 – XXIII Domenica tempo ordinario – Anno A

Matteo 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

15 «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16 se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17 Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.

18 In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.

19 In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. 20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

 

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Il perdono di Gesù
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.096
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