Il riconoscimento delle malattie professionali

Da ventisette anni lavoro per un corriere espresso. Ho grossi problemi alla schiena e mi dicono che potrebbe trattarsi di malattia professionale perché sollevo continuamente dei pesi. Cosa devo fare?

Per il riconoscimento di una malattia professionale è necessario rivolgersi, almeno inizialmente, al proprio medico di famiglia

La malattia professionale può essere considerata come quell’evento dannoso che si manifesta in una persona in modo lento e progressivo a causa dell’attività lavorativa.

Le malattie professionali sono indicate in apposite tabelle (le cosiddette “malattie tabellate”) che prevedono un elenco di patologie abbinate a determinate lavorazioni nocive con un tempo massimo di manifestazione rispetto alla data di cessazione della lavorazione nociva.

Il soggetto che deve rilevare il primo elemento, ovvero la malattia sofferta dal lavoratore, è sicuramente il proprio medico, anche se è vero che l’obbligo di segnalare una presunta malattia professionale è in capo a qualsiasi sanitario, qualunque sia la specializzazione acquisita.

Pertanto, il lavoratore, munito di tutta la documentazione specialistica in suo possesso attestante le patologie riscontrate, dovrà presentarsi dal proprio medico, il quale provvederà alla  compilazione del certificato, redatto su modello Inail “5ss-bis”, dove indicherà oltre alle generalità della persona, i dati del datore di lavoro,  le malattie riscontrate, l’anamnesi medica (recente e remota) e quella lavorativa.

Una volta acquisito il certificato, il lavoratore ha tempo 15 giorni per presentarlo al proprio datore di lavoro recandosi al Patronato Acli che provvederà all’istruttoria di tutte le richieste da inoltrare nei confronti dell’Inail.

 

Per informazioni: www.patronato.acli.it

 

Il riconoscimento delle malattie professionali
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
Fonte UNHCR