Il sapore delle fragole del Molise

Che sapore ha il rosso? E il verde? A Campobasso, come sa bene la cooperativa “I colori della terra”, i colori sono buoni da vedere e da mangiare: sanno di lavoro e di integrazione, ma anche di fatica e di levatacce alle 4.00 del mattino per raccogliere i frutti dei campi e portarli al mercato freschi di giornata.

Da novembre 2013 la coop è affiliata alle Acli molisane: insieme le due associazioni vogliono aiutare gli stranieri a trovare lavoro e a inserirsi nella società con corsi di formazione per il settore agricolo rivolti agli immigrati e corsi di arabo per gli italiani che vogliono conoscere meglio gli stranieri.

Tra soci e lavoratori oggi la cooperativa conta 5 persone, tra cui una ragazza francese disabile. Neanche gli altri sono italiani: il presidente e fondatore, Jouad, 36 anni, viene dal Marocco dove non riusciva a trovare lavoro, Said è un rifugiato egiziano, Husseini arriva dal Ghana, Araceli è argentina, Ajit è fuggito dal Bangladesh.

“È la prima volta – ha detto al momento dell’affiliazione Araceli Sanchez, impiegata presso la cooperativa – che nasce in Molise un’associazione di stranieri per gli stranieri. Chi meglio di noi stessi può capire le difficoltà e le esigenze degli immigrati e aiutarli nel loro percorso in Italia?”.

“Le origini – spiega Sabrina Simone, presidente delle Acli molisane – sono eterogenee, ma la presenza di questi ragazzi in un’unica associazione dimostra che l’integrazione c’è ed è possibile senza finte paure. D’altra parte quando uno straniero arriva in Italia è più facile che chieda aiuto a un altro straniero che a un italiano, si fida di più di chi ha vissuto le sue stesse esperienze e che sa indirizzarlo verso un alloggio o un lavoro”.

I lavoratori hanno tutti contratti regolari per prestazioni occasionali. “Quando arrivano da noi, cerchiamo di dare un lavoro ai ragazzi che spesso escono dal centro di detenzione – racconta Jouad –. Faccio contratti regolari di prestazioni occasionali sia perché è un lavoro stagionale sia per dare la possibilità di lavorare anche ad altre persone. Quando non c’è il raccolto le persone hanno altri lavori. Non posso permettermi di assumere tutti perché il costo del lavoro è una mazzata. Ho solo un dipendente fisso che controlla i campi e li cura fino a maggio”.

La cooperativa è specializzata in fragole: “Le piantine – spiega Jouad – durano due o tre anni, sono resistenti, cacciano piante figlie”.

Dopo un corso di formazione, i lavoratori hanno imparato a curare quei frutti rossi che vengono così bene in Molise e che grazie al clima mite nascono fino alla fine di ottobre.

Il sapore che hanno quelle fragole non si trova ovunque – è il commento soddisfatto di Araceli Sanchez, argentina e tuttofare. – Sono fragole biologiche, senza pesticidi né sostanze chimiche, innaffiate con acqua di sorgente”.

Araceli lo sa come nascono quei frutti: “Io mi occupo di trovare fondi e terreni gratuiti, offro una parola buona quando serve, invio i ragazzi al centro di ascolto ma se bisogna andare nei campi non mi tiro indietro e lavoro come gli uomini”.

Il lavoro è duro: sveglia prima dell’alba, raccolta alle 4.30, dalle 8.00 alle 13.00 vendita diretta ai consumatori nelle piazze o al mercato coperto. Per i clienti il costo è di 6 euro al chilo. “Non ci servono neanche frigoriferi o sistemi di conservazione – spiega Jauad, – la vendita è immediata”. La giornata non è ancora finita: bisogna pulire i campi, togliere le erbacce e irrigare i campi finché c’è luce.

Tra fatica, sacrifici e poche soddisfazioni economiche immediate, non sono tanti quelli che decidono di lavorare la terra. “In Molise ci sono molti campi adatti alla coltivazione – conferma Jouad – ma i giovani che li lavorano sono pochi. Proprio non me lo spiego”.

Sono questi terreni abbandonati, pubblici o privati ma incolti che Araceli Sanchez cerca per darli alla cooperativa in comodato gratuito. Quest’anno alla cooperativa è capitato anche un terreno di 300 olivi: con un corso di formazione i lavoratori hanno imparato a potare le piante e a curarle, a raccogliere le olive e a trasformarle in olio. “Nello stesso campo – racconta Jouad – abbiamo anche piantato cipolle e aglio rosso del Marocco, vediamo come va”. Di certo l’olio sarà presentato il 29 gennaio 2014 durante l’inaugurazione della sede delle Acli provinciali di Campobasso.

Il sogno di Jouad però è quello di ingrandirsi: “Vorrei allargarmi per dare una possibilità di lavoro a più persone. Abbiamo cominciato versando 5 euro al mese ciascuno per un anno per partire, comprare le piante e le confezioni di plastica e gli attrezzi. Ora zappiamo a mano. Mi piacerebbero attrezzi più moderni e soprattutto avere una serra per proseguire la coltivazione anche di inverno. Ma servono fondi. La Regione Molise deve capire l’importanza di questa iniziativa e finanziarla. Spesso sono finanziate imprese che devono essere ancora avviate, noi invece siamo già alla realizzazione. Abbiamo bisogno di aiuto per crescere”.

“In Marocco – conclude Jouad – c’è un proverbio: una mano da sola non applaudisce”.

Il sapore delle fragole del Molise
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morti/dispersi nel mediterraneo nel 2016 5.022
Fonte UNHCR
morti/dispersi nel mediterraneo nel 2017 2.992
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