Il separato può dedurre l’affitto dell’ex

Sono separato legalmente da mia moglie. Lei adesso vive con le nostre due figlie in un appartamento in affitto. Io le passo con regolarità gli assegni di mantenimento e le mensilità per poter pagare l’affitto. Vorrei sapere se anche queste ultime sono deducibili dal mio imponibile Irpef.

La risposta è positiva: anche gli importi versati per garantire all’ex coniuge la permanenza nell’alloggio locato rientrano nel beneficio della deduzione dal reddito ai fini Irpef. Lo stabilisce una sentenza del 2013 emessa dalla Corte di cassazione, dove appunto si sostiene il principio in base al quale le somme pagate ai fini del mantenimento dell’abitazione sono da equiparare a quelle per il mantenimento in generale dell’ex coniuge, e di conseguenza sono anch’esse suscettibili di deduzione.

Di base la legge (comma 1 lettera “c” dell’art. 10 del Tuir), a seguito di una separazione legale ed effettiva di scioglimento o annullamento del matrimonio, permette al contribuente di dedurre dall’Irpef gli assegni periodici corrisposti al coniuge, a esclusione però di quelli destinati al mantenimento dei figli.

Va comunque precisato che la diversa modalità di erogazione dell’assegno di mantenimento, che può essere periodica o può avvenire in un’unica soluzione, produce effetti fiscali differenziati:

da una parte gli assegni periodici – quindi le somme versate a cadenza regolare – sono deducibili da parte del coniuge obbligato al mantenimento e conseguentemente tassati in capo al coniuge che li percepisce;

viceversa le somme erogate “una tantum” in unica soluzione non sono deducibili e pertanto non vengono nemmeno tassate per il coniuge percettore.

Arrivando quindi alla sentenza della Corte di cassazione (datata 14 maggio 2013), i giudici, nell’accogliere il ricorso di un ex marito che si era visto negare il beneficio della deduzione sulle somme corrisposte per l’affitto dell’ex, hanno invece affermato che “le spese per assicurare al coniuge la disponibilità di un alloggio costituiscono un contributo per il di lui (o di lei, ndr) mantenimento”, e, quindi, sono deducibili “dal reddito rilevante ai fini Irpef”.

In pratica secondo la Cassazione, la disponibilità di un’abitazione costituisce elemento essenziale per la vita di un soggetto, a differenza ad esempio del premio assicurativo per la polizza-vita che non concorre al “mantenimento” dell’assicurato ma costituisce una futura fonte di somme, sganciate dalle esigenze del “mantenimento” stesso.

 

Per informazioni: www.caf.acli.it

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