Immigrazione: Conversione permesso per studio

Sono un studente turco e il mio permesso scade a luglio. Mi laureerò il prossimo anno. Vorrei convertire il permesso da studio a lavoro autonomo perché ho avviato una piccola attività. E’ possibile?

La conversione di un titolo di soggiorno rilasciato per motivi di studio che sia effettuata prima del conseguimento del titolo di studio è possibile solo in presenza di un cosiddetto “decreto flussi” che preveda apposite quote all’interno di un contingente stabilito per ogni anno di autorizzazioni all’ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro.  

Attualmente, grazie al decreto del Presidente del consiglio dei Ministri dell’11 dicembre 2014, riguardante la “Programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei lavoratori non comunitari per lavoro non stagionale nel territorio dello Stato”– cosiddetto “Decreto flussi 2014”, in vigore dal 30 dicembre dello scorso anno – è possibile fare richiesta entro il 30 agosto 2015.

Questo tipo di richiesta si effettua telematicamente inviando la domanda alla prefettura su apposito modulo. E’ bene tuttavia verificare preventivamente, proprio con la prefettura territorialmente competente, l’effettiva disponibilità di quote considerato che il contingente nazionale è suddiviso per provincia.

L’espletamento della pratica potrebbe necessitare di diversi mesi, e durante tale periodo sarà opportuno mantenere la regolarità del soggiorno per non comprometterne il buon esito. Pertanto le suggeriamo nel mese di giugno di richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di studio anche nel caso in cui inoltri la richiesta di conversione.

Nel caso la sua domanda di conversione non fosse possibile per esaurimento quote, successivamente alla laurea potrà convertire il suo permesso di soggiorno senza necessità di aggiudicarsi una delle suddette quote. Conseguito il titolo di studio in Italia si ha infatti la possibilità di convertire il permesso per studio sia per lavoro autonomo, sia per lavoro subordinato, o per attesa occupazione. Quest’ultimo permesso consente ai neolaureati che non intendono proseguire gli studi di soggiornare per la durata di un anno al fine di ricercare in Italia un’attività lavorativa. L’importante è che la richiesta – da effettuarsi sempre alla prefettura per via telematica – venga presentata fintanto che il suo permesso di soggiorno per studio sia in corso di validità.

In entrambi i casi dovrà presentare documentazione comprovante l’attività lavorativa autonoma. Tale documentazione dipende dal tipo di attività che si svolge:

Certificato di iscrizione alla Camera di Commercio (Ccia) per la ditta individuale;

“Visura camerale” per le società (Snc, Srl, ecc.);

Fotocopia dell’attribuzione della Partita iva (e dell’eventuale licenza se prevista);

Dichiarazione dei redditi (modello Unico) o relazione contabile redatta dal commercialista di bilancio provvisorio, relativa ai redditi presunti se l’attività è stata avviata di recente.

 

Per informazioni: www.patronato.acli.it

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Fonte UNHCR
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